Si ha un solo motivo per provare rancore verso una persona e se ne hanno mille per amarla, eppure quante volte vince il rancore!
(Fabrizio Caramagna)

“Rancore” ha la stessa radice di “rancido”.
Perché più lo conservi più prendi un sapore e un odore disgustosi.
(Don Cristiano Mauri)

La parola  rancore proviene dal latino e significa rancido. E’ un sentimento d’astio covato a lungo e tenacemente nel cuore, per la propria origine mette in luce una caratteristica dei sentimenti come lui inespressi: vanno a male, inacidiscono, marciscono; diventano rancidi, appunto.

Il rancore è uno dei sentimenti negativi che maggiormente avvelena la vita di coppia.

E’ necessario che la coppia ne prenda consapevolezza quando è presente al suo interno. Dopo la presa di consapevolezza bisogna riconoscerne l’ambivalenza di fondo:

  • Una componente di aggressività per il mancato soddisfacimento dei bisogni individuali;
  • Richiesta di riconoscimento dei bisogni individuali al fine di riequilibrare il rapporto di coppia.

Entrambi i componenti della coppia debbono lavoarare terapeuticamente sulla consapevolezza ed il riconoscimento dei bisogni dell’altro e della sofferenza che proviene dalla mancata soddisfazione.

Gettando via le parti “rancide” si salvano le parti sane e se ne creano di nuove, altrimenti tutto diventa “rancido” rancore.

Chiarimento è la parola da opporre al Rancore e viene esplicitato bene nella seguente citazione: “In una seppur motivata ostilità non è proficuo il rancore nascosto, ma un aperto chiarimento; perché produce l’emozione necessaria a chiarire i fatti, separa il giusto da quello ingiusto, e fa vedere quello che c’è da vedere.” (Richard Wagner)

Dottor Roberto Cavaliere
Psicologo, Psicoterapeuta
Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)
per contatti e consulenze private (anche telefoniche e/o tramite videochiamata) tel.320-8573502 email:cavaliere@iltuopsicologo.it

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