UN’ATTIVITA’ ARTISTICA INSIEME PER MIGLIORARE IL RAPPORTO DI COPPIA

Praticare un attività artistica e/o ricreativa insieme al partner, potrebbe migliorare non solo l’umore ma anche la relazione di coppia. A mostrarlo è uno studio, condotto dall’Università di Baylor, in Texas, che mette in luce gli effetti benefici di alcune attività ricreative. Dipingere in compagnia del partner, ma anche in misura minore dedicarsi a giochi da tavolo, favorisce il rilascio dell’ossitocina, una sostanza prodotta dal nostro corpo nota come l’ormone dell’amore. E così la complicità che nasce durante questi passatempi potrebbe aiutare a rafforzare la relazione affettiva della coppia. I risultati sono pubblicati sul Journal of Marriage and Family.

L’ossitocina è un ormone che viene prodotto dal nostro organismo, soprattutto nel caso di contatto fisico affettuoso, ma anche di contatto visivo, non solo col partner, e in altre situazioni di interazioni sociale e affettiva. In generale questo ormone promuove l’attaccamento all’interno di una relazione e rinforza i legami significativi. Fino ad oggi, spiegano gli scienziati, non c’erano studi sul collegamento fra le attività ricreative e l’ossitocina. Partendo da tale gap, il gruppo ha voluto analizzare questo legame in un gruppo di persone che praticavano giochi o dipingevano insieme al partner.

I ricercatori hanno coinvolto 20 coppie, di età compresa fra i 25 e i 40 anni. Una parte delle coppie hanno giocato a un gioco da tavolo a loro scelta fra le carte, Jenga, monopoli ed altri. Ciascuna coppia giocava da sola in un ambiente familiare, che ricordava quello domestico. Ad altre coppie, invece, è stato proposto di partecipare, tutte insieme, ad un corso di pittura all’interno di uno studio artistico. In entrambi i casi, la durata della sessione era di un’ora. Inoltre, all’inizio e alla fine di questa esperienza i ricercatori misuravano i livelli di ossitocina dei partecipanti attraverso un’analisi delle urine.
Stando ai risultati, in tutte le coppie che giocavano o dipingevano si è registrata la produzione di ossitocina, valutata alla fine della sessione. Tuttavia, il risultato interessante riguarda il fatto che hobby artistici, come quello della pittura potrebbero essere associati a un rilascio di ossitocina maggiore rispetto ai giochi da tavolo. “Solitamente un corso di arte non viene associato mentalmente all’idea di un appuntamento col partner”, commenta Karen Melton, primo autore dello studio, “ma in certi casi, le coppie, mentre dipingono, fanno in modo di trasformare quest’occasione in un momento di interazione, ad esempio cingendo il partner con le braccia o semplicemente complimentandosi con lui per il buon lavoro”.

Un’altra sorpresa, sottolineano gli autori, riguarda il fatto che gli uomini che avevano dipinto mostravano un rilascio di ossitocina circa due volte superiore rispetto a quello misurato nelle donne dopo la stessa attività e nelle coppie che avevano giocato ai giochi in scatola. La ragione, spiegano gli autori, potrebbe risiedere nel fatto che questo passatempo prevede un maggior contatto fisico col partner rispetto al gioco. “Tale elemento – spiega Melton, primo autore dello studio – può indicare che un certo tipo di attività può portare maggiori benefici agli uomini invece che alle donne e viceversa”.

Alla base del rilascio dell’ossitocina ci sono diversi elementi chiave. Da un lato la comunicazione, che avviene maggiormente durante il gioco, dall’altro il contatto fisico, più frequente quando si dipinge o si praticano altri hobby in cui si cerca il tocco del partner. Anche l’interazione visiva, cioè il semplice gesto di guardarsi negli occhi, promuove sensazioni positive e il buonumore di coppia. Ma c’è un altro ingrediente da considerare: il luogo in cui si praticano queste attività può fare la differenza. Lo studio, infatti, mostra che cambiare ambiente e panorama visivo potrebbe avere un impatto significativo nel rilascio di ossitocina. Così, darsi appuntamento col partner in luoghi nuovi e inesplorati risulta essere un’idea non solo originale ma anche benefica per il rapporto di coppia.

fonte: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/07/17/news/coppia_se_dipingere_insieme_aumenta_l_unione

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa) e possibilità di effettuare consulenze via Skype e telefoniche

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COME “TENERSI PER MANO” NELLE RELAZIONI

Una coppia di fidanzati stavano attraversando un ponte… 
Lui un po’ ansioso disse alla sua donna: “Amore, ti prego di tenere la mia mano così non cadi nel fiume”.
La donna gli rispose:”no amore tieni tu la mia mano”.
“qual è la differenza?”chiese lui perplesso.
“c’è una grande differenza, “rispose la donna.
“Se tengo io la tua mano e mi succede qualcosa, è probabile che allento la presa e cado giu’…ma se sei tu a tenermi la mano, io so per sicuro che qualunque cosa accada…tu non la lascerai mai…

(libero riadattamento da parte del Dottor Roberto Cavaliere di una storia sul web)

In questa significativa storia viene descritto come bisognerebbe tenere per mano la persona amata: non chiedendo all’altro di prendere la propria mano ma tenendo la sua.

Perchè potrebbe capitare che il partner abbia la tentazione di lasciare la mano, per varie ragioni, ma tenendo la sua mano lo si aiuta a trattenersi dall’andare via.

Questo non significa trattenere a tutti i costi chi vuole andare via, ma essere colui che “trattiene e contiene”  l’altro e/o la relazione nei momenti di crisi della vita di coppia.

In un percorso di Terapia di Coppia oltre ad invitare a riflettere sul racconto la coppia, la stessa può essere invitata ad effettuare come esercizio di coppia quello di tenersi per mano con relativo scambio di ruoli.

Dott. Roberto Cavaliere

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PERCHE’ FARE UN FIGLIO PER SALVARE UNA RELAZIONE NON FUNZIONA

Ogni coppia attraversa momenti difficili, critici, problematici che possono spaventare far temere che la relazione stessa può finire.

Se manca lacapacità di mettersi in discussione o di mettere in discussione la relazione stessa da parte di entrambi i membri o da parte di uno  di essi, ecco che si cerca d’individuare lasoluzione più facile, quasi una bacchetta magica che tutto risolve: facciamo un figlio. Ma fare un figlio non risolve niente . Vediamo perché:
– Sposta solo il problema nel tempo perché esaurita la fase della gravidanza e i primi anni di vita del bambino i problemi della coppia si ripresentano come prima se non addirittura accentuati.

– Quella di concepire un figlio potrebbe diventare unamodalità ricorrente di risoluzione dei problemi. Ci sono coppie che in ogni fase di critica della relazione concepiscono un figlio. Questo avveniva soprattutto nel passato.

– Fare un figlio al massimo può rafforzare il legame di coppia genitorialemanon quello di coppia coniugale che prescinde dalla presenza di figli.

– Se concepire un figlio è un desiderio solo di uno dei due componenti della coppia (di solito la donna) potrebbe legare l’altro a rimanere in coppia solo per unvincolo genitoriale e non coniugale.

– Ma la cosa più importante di tutti è che un figlio dovrebbe essere desiderato enon frutto di un momento di crisi della coppia. Col passare del tempo il figlio stesso potrebbe capire chela sua nascita doveva contribuire a salvare la coppiae non frutto di un amore. Si può immaginare come tale vissuto può avereripercussioni psicologiche sul bambino e poi sull’adulto che sarà.

Dott. Roberto Cavaliere

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COME CAPIRE SE E’ MEGLIO LASCIARE IL MARITO O RIPROVARCI

Decidere di lasciare il proprio compagno e di chiudere un matrimonio non è mai facile, come si deve fare per essere sicura di aver preso la decisione giusta?

Dilemma quasi shakespeariano quello di porsi la domanda : “Lascio o non lascio mio marito”. Conseguentemente la risposta richiede un attento e approfondito esame di riflessione. Proviamo a farlo.


–  Innanzitutto bisogna approfondire se le cause del malessere di coppia sono esclusivamente da attribuire al marito o anche al tipo di relazione instaurata o ancora a se stessi. Spesso si tende ad attribuire tutta la colpa del malessere individuale e di coppiaall’altro. Prendere consapevolezza delle reali cause del malessere è premessa necessaria di qualsiasi decisione.

–  In seguito bisogna chiedersi che cosa si è fatto per riprovare. Si è comunicato il proprio malessere? Se n’è discusso in coppia? Il proprio marito si è reso disponibile ad ascoltare e a condividere soluzioni? E’ stato esperito in maniera concreta il tentativo di riprovarci?

–  Non da meno è chiedersi se si provano ancora sentimenti per il proprio partner e di che tipo. Se l’amore dovesse essere completamente spento, non c’è tentativo che sia efficace per riprovare. Almeno che non si abbiano altre motivazioni per continuare a stare in coppia.

– Quarto e ultimo passaggio quello fondamentale: Ci riprovo o no con mio marito è solo la logica conclusione degli altri tre delineati. La decisione di separarsi è solo la conclusione di un processo e non un’azione fine a se stessa.

Dott. Roberto Cavaliere

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PERCHE’ RIPENSIAMO AL PRIMO AMORE QUANDO SIAMO IN CRISI DI COPPIA

E’ molto frequente che a seguito di un momento di crisi del rapporto si ricerchi quello che è stato il nostro primo amore, magari utilizzando come via privilegiata i social network come Facebook, ma come mai questo fenomeno è così diffuso?

Ogni amore, anzi ogniinnamoramento è legato a una fase d’idealizzazione. In questa fase l’altro/a unitamente alla relazione sono investiti di una serie divisioni interiori su una figura ideale di persona da amare e di un’altrettanta relazione ideale. La mente realizza al suo interno un’immagine della persona amata, e nel creare questa immagine interiore ècatturata dall’amore.

Già Dante, infatti, sembra sapere che l’uomo non s’innamora di una persona del mondo reale se, quando la incontra, non ha già creato intrapsichicamente un’immagine interiore. Questo processo è accentuato nella fase d’innamoramento del primo amore e lo stesso primo amore quando finisce può portare con sé un’idealizzazione dei ricordi a esso legati, come una sorta di ‘eden perduto’.
Ciò comporta che in momenti di crisi direlazioni successive al primo amore si tenda a ricordare ciò che di bello e ideale ci sia stato nel primo amore che proprio perché primo conserva spesso tutto il suo fascino iniziale intatto. Bisogna rendersi conto che se anche fosse stato ‘ideale’,  in tutti i sensi, il primo amore è legato a una fase evolutiva della propria vita che è passata. Nel frattempo si è ‘cresciuti’ ed è ‘cresciuto’ anche il modo di amare ed essere amati.

“Chiamiamo“idealizzazione” quella tendenza che falsa il giudizio, come avviene ad esempio invariabilmente nel caso delleinfatuazioni amorose, dove l’Io diventa sempre meno esigente, più umile, mentre l‘oggetto sempre più magnifico, più prezioso, fino a impossessarsi da ultimo dell’intero amore che l’Io ha per sé, di modo che, quale conseguenza naturale, si ha l’autosacrificio dell’Io. L’oggetto ha per così divorato l’Io”. S.Freud

Dott. Roberto Cavaliere

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COMUNICAZIONE SIMMETRICA E COMPLEMENTARE NELLA RELAZIONE

Watzlawick, in Pragmatica della comunicazione umana, parla di relazioni simmetriche e complementari. Secondo quest’autore la comunicazione e, quindi, la relazione può essere basata sull’uguaglianza o sulla differenziazione. Nella relazione complementare i partecipanti al processo comunicativo assumono posizioni diverse definite one-up e one-down, che non hanno nessuna connotazione forte – debole, ma indicano semplicemente la posizione in cui si trovano i comunicanti. La relazione si interrompe nel momento in cui nelle relazioni simmetriche e complementari, si inseriscono messaggi di squalifica e disconferma. Infatti, la relazione simmetrica (comunicazione tra pari) è funzionale fino a quando ambedue i partecipanti confermano l’altro nella sua posizione. Al contrario, se si tende a sconfermare l’altro, ponendosi in posizione di superiorità , si arriva all’escalation simmetrica poiché l’altro tende a recriminare e a porsi in posizione ancora più avanzata. L’escalation simmetrica segue la legge del “tanto più tanto più” ovvero più tu mi sconfermi nella mia posizione tanto più io non riconosco la tua. La stessa cosa avviene nella complementarietà, se i due comunicanti vogliono assumere, ambedue, la posizione one-up poichè è più complicato che vogliano assumere, come si può facilmente intuire, la posizione one-down. La relazione, quindi, è funzionale quando avviene uno scambio tra pari o quando i partecipanti si scambiano o riconoscono le posizioni in maniera complementare.

RIFLESSIONI SULLA VITA DI COPPIA

DI SEGUITO UNA SELEZIONE DI CITAZIONI SULLA VITA DI COPPIA, MOLTE DELLE QUALI IRONICHE E/O DIVERTENTI. SONO UTILI COME SPUNTI DI RIFLESSIONE

La coppia è una comunità i cui membri hanno perso la loro autonomia senza liberarsi della solitudine.
(Simone de Beauvoir)

A. e D. formavano una coppia dove ciascuno dei due, per stanchezza o per disperazione, aveva rinunciato all’amore dell’altro. Non si erano separati ricomponendo il loro amore a un livello meno elevato, nell’amore comune per i viaggi e i pezzi di antiquariato, legami certamente meno fragili e dolorosi che non l’infinita speranza dell’amore. Da allora, la vita li evitava come l’acqua di un torrente circonda senza ricoprirla una grossa pietra posta al suo centro.
(Christian Bobin)

L’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia.
(Barbara Alberti)

Maria non l’aveva mai amato, e lui non aveva mai amato lei, ma lui stava cercando una moglie e lei stava cercando qualcosa da fare: insomma, sembravano ben assortiti almeno quanto la maggior parte delle coppie.
(Jonathan Coe)

Le coppie si lasciano o restano insieme per motivi imperscrutabili, magari anche perché lo stesso uomo che così spesso ti esaspera, riesce comunque a farti ridere.
(Helena Janeczek)

Ci sono adulteri che giovano alla coppia più di qualunque fedeltà.
(Roberto Gervaso)

La coppia è per definizione un insieme di tre persone di cui una è momentaneamente assente.
(David Riondino)

La complicità in una coppia si conquista negli anni, quando per mandarsi a cagare basta un’occhiata.
(maxmangione, Twitter)

Una vera coppia non è fatta da un uomo e una donna che si sbaciucchiano, ma da un uomo e una donna che battibeccano.
(Tiziano Scarpa)

Mettiamoci d’accordo sul significato della parola “noi”, che per una donna significa “io e te”, per un uomo “io e i miei amici”.
(Geppi Cucciari)

Eravamo una coppia perfetta finché non ha saputo che “coppia” vuol dire due e non cinque o sei.
(Barbye_S_L, Twitter)

Tra la coppia e il raggruppamento esisterebbero soluzioni meno pericolose e addirittura più vantaggiose: per esempio il dignitoso triangolo e il riposante quadrato, che permetterebbe rapporti più equi di spazio, solitudine, libertà, solidarietà e compagnia.
(Natalia Aspesi)

Che cosa sono i problemi di coppia? Se ci sono problemi, non c’è coppia.
(Romain Gary)

La coppia vuol dire un uomo che vive una donna, una donna che vive un uomo.
(Romain Gary)

Due materassi singoli non fanno un matrimoniale e questo vale per un sacco di altre cose.
(biancanevermind, Twitter)

Due non è il doppio
ma il contrario di uno,
della sua solitudine.
Due è alleanza,
filo doppio che non è spezzato.
(Erri De Luca)

Mi piacevano quei due. Si amavano ed erano felici, ma avevano anche imparato a star da soli, come due barche a vela che, sebbene vibrino della stessa aria, procedono parallele e si si godono la loro linea di luce.
(Fabrizio Caramagna)

Uno spettacolo per gli dei la vita di due innamorati.
(Goethe)

Ho visto una coppia correre forte per non perdere l’autobus. Sarebbe stato più facile lasciarsi la mano ma loro volevano perderlo insieme.
(CeciliaSeppia, Twitter)

Ci vogliono due pietre focaie per accendere un fuoco.
(Louisa May Alcott)

La coppia felice che si riconosce nell’amore sfida l’universo e il tempo; è sufficiente a se stessa, realizza l’assoluto.
(Simone de Beauvoir)

Ho sempre pensato che una coppia non fosse l’unione di un uomo e una donna, ma di due persone felici.
(Comeprincipe, Twitter)

Una coppia non è un uomo più una donna: è una terza persona che formano insieme.
(Françoise Giroud)

Lui era la mia crema, e io ero il suo caffè – e quando ci mettevi assieme, era davvero qualcosa.
(Joséphine Baker)

– Mamma, perché quella coppia si stringe così forte?
– Succede a chi si trova quando ormai lo pensava impossibile, e non vuole più perdersi.
(Comeprincipe, Twitter)

Nell’aritmetica dell’amore, uno più uno è uguale a tutto, e due meno uno è uguale a niente.
(Mignon McLaughlin)

Appartenere a qualcuno significa entrare con la propria idea nell’idea di lui o di lei e farne un sospiro di felicità
(Alda Merini)

Tutti gli uomini sono bugiardi, incostanti, falsi, chiacchieroni,infantili, orgogliosi, vili, vigliacchi e sensuali, tutte le donne sono perfide, vanitose, artificiose, curiose e depravate, ma se c’è al mondo una cosa santa e sublime è l’unione di questi due esseri così imperfetti.
(Alfred de Musset)

Ogni coppia condivide un segreto, qualcosa di unico, di particolare. Se questo non c’è… allora non è una vera coppia.
(David Grossman)

La stabilità coniugale è ben prevista dalla formula: «frequenza del sesso meno frequenza dei litigi». Il risultato non deve essere un numero negativo.
(Daniel Kahneman)

Nel loro essere coppia, C. ed L. avevano scelto una cornice talmente bella, fatta di viaggi, pezzi di antiquariato, cene mondane e auto di lusso, che alla fine si erano dimenticati di riempirla dell’unica cosa che contava: l’amore.
(Fabrizio Caramagna)

L’uomo e la donna sono nati per amarsi, ma non per vivere insieme. Gli amanti celebri della storia hanno sempre vissuto separati.
(Noel Clarasó Daudí)

Anche la storia della prima coppia del mondo, Adamo ed Eva, ha a che fare con la separazione: in questo caso dal Paradiso Terrestre.
(Fragmentarius)

Non dimentichiamo che anche Romeo e Giulietta ogni tanto scoreggiavano e si grattavano il culo.
(Charles Simić)

La coppia giovane è una coppia che cerca di sbarazzarsi degli altri. La coppia vecchia è una coppia dove ognuno cerca di sopprimere il partner.
(Eric-Emmanuel Schmitt)

Non credo nei rapporti extraconiugali. Credo che le persone dovrebbero accoppiarsi a vita, come i piccioni e i cattolici.
(Woody Allen)

Chi condivide una vita a due nello stesso appartamento, sappia che presto l’unico trait d’union sarà l’amministratore dello stabile.
(Aldo Busi)

E’ solo un attimo o due nel corso della vita e tutto il resto è solo sopportarsi l’un l’altro con le proprie pazzie.
(David Grossman

Uniti o divisi, c’è sempre un prezzo da pagare. Quando sei in coppia e vivi l’amore, devi pagare un costo in schiavitù; quando sei solo e vivi la libertà, devi pagare un costo in solitudine. Hai solo l’imbarazzo della scelta. Ma può anche andare peggio: puoi essere in coppia e pagare un costo sia in schiavitù che in solitudine!
(Giobbe Covatta)

Prima regola: perché la coppia aperta funzioni, deve essere aperta solo da una parte: quella del marito! Perché se è “aperta” da tutte e due le parti c’è corrente d’aria.
(Dario Fo e Franca Rame)

Vista dal di fuori, una coppia, a letto, più gode, più fa ridere.
(Roberto Gervaso)

Una coppia ben assortita: l’uno finge di ignorare quello che l’altro finge di sapere.
(Jean Josipovici)

La donna con cui dormo ha capito che ognuno deve dormire dal suo lato. Che ci si può abbracciare prima, o quando ci svegliamo la mattina, ma quando si dorme bisogna stare ognuno per i fatti suoi. Dividendo il letto con la stessa meticolosità con cui si tracciava la linea di divisione del banco con il compagno di banco, a scuola.
(Francesco Piccolo)

L’uomo non è tormentato da ansietà più grande di quella di trovare rapidamente qualcuno a cui passare il grande dono della libertà con la quale la sventurata creatura è nata.
(Fëdor Dostoevskij)

Non c’è niente di più completo di una coppia che attraversa il tempo e accetta che la tenerezza invada la passione.
(Marc Levy)

È follia comune delle coppie felici non voler avere segreti per l’altro; ciò le porta a un mucchio di disillusioni.
(William Somerset Maugham)

Una coppia felice non è altro che il sodalizio tra due malati della stessa malattia.
(Gianni Monduzzi)

Quando una coppia fa l’amore, sono presenti almeno quattro persone: la coppia in questione e le due persone a cui stanno pensando.
(Sigmund Freud)

La femmina della mantide religiosa decapita il maschio durante l’accoppiamento e lo mangia.
Tutto sommato l’IKEA non è così male.
(p_episcopo, Twitter)

C’è una sola cosa peggiore di un matrimonio senza amore: uno in cui c’è amore, ma da una parte sola.
(Oscar Wilde)

Se avete paura della solitudine, non sposatevi
(Anton Cechov)

Io e mia moglie ci teniamo sempre per mano, altrimenti ci prendiamo a sberle.
(Danilo Arlenghi)

Twitter è quel posto dove gente con 6 matrimoni falliti e 9 metri di corna ti insegna cos’è l’amore e come si gestisce un rapporto di coppia
(Swanito75, Twitter)

La coppia è un sistema che trascende la somma dei singoli individui che la compongono: due innamorati sono capaci di cose che al singolo sembra impossibile anche solo immaginare. Ma perché la magia della matematica del cuore si realizzi bisogna che si alternino spazi di autonomia e momenti di condivisione.
(Willy Pasini)

Certe coppie, pur abitando sotto lo stesso tetto, vivono più lontani che se fossero migliaia di chilometri.
(Anonimo)

Non sono necessarie grandi distanze per separare una coppia. A volte bastano quei 14-15 cm di qualcun’altro.
(Ftzj, Twitter)

L’armonia di coppia si raggiunge con la pace dei sessi.
(Guido Rojetti)

Per mio marito, essere una coppia unita significa che io faccio i piatti e lui fa il tifo per me.
(Lafranci82, Twitter)

Non esiste la coppia perfetta. Nemmeno una copia.
(Guido Rojetti)

Se incontro per strada una coppia felice penso al momento in cui lei lo troverà a letto con un’altra perché sono un inguaribile romantico.
(albertosorge, Twitter)

Era cattolica osservante. Faceva coppia con uno. E amava il prossimo.
(Stellario Panariello)

Pessimismo è quella cosa che vedi una coppia che si bacia e ti chiedi dov’è che lei ha lasciato il fidanzato.
(Chinonmuore1, Twitter)

Lo psicologo di coppia è un correttore di nozze.
(AlexSetolosi, Twitter)

Il segreto della coppia perfetta? Somigliarsi nei pregi e differenziarsi nei difetti.
(Anonimo)

UN ROMANZO-SAGGIO COME AUTOTERAPIA DI COPPIA

Il libro “IL CORSO DELL’AMORE” di Alain De Botton è un libro che consigliamente vivamente di leggere perchè aiuta a riflettere seriamente e approfonditamente sul rapporto di coppia dopo che è passata la fase iniziale dell’innamoramento. Tende a smontare l’idea di amore romantico inteso come qualcosa di idilliaco e senza problemi ma lo restituisce nella sua dimensione di quotidianeità e concretezza. E’ forse la lettura di questo libro, se effettuata in due, può anche rappresentare un’auto-terapia di coppia.

Di seguito riporto la descrizione del retro copertina ed alcuni passaggi.

Descrizione
Rabih e Kirsten si conoscono, si innamorano, si sposano e hanno dei figli. Sembra la serena conclusione di una bella storia come tante, ma in realtà è solo l’inizio… Che cosa c’è dopo il classico “e vissero tutti felici e contenti”? L’evoluzione dell’amore, il percorso di crescita e maturazione compiuto da una coppia dopo la magica ebbrezza e la folle emozione dei primi incontri. Perchè l’amore non è una semplice esperienza, un sogno di passione, ma una competenza che possiamo e dobbiamo imparare. Divertente, saggia e commovente, una riflessione sui moderni rapporti di coppia, un racconto in cui ritrovare se stessi, i nostri limiti e la nostra grandezza nell’imparare e praticare la difficile ma meravigliosa arte dell’amore.

“Quando mettiamo il broncio, le motivazioni profonde sono uno spiazzante misto di rabbia intensa e di desiderio, ugualmente intenso, di non rivelare perché siamo arrabbiati. Chi si imbroncia, ha un disperato bisogno che l’altro capisca, eppure si rifiuta categoricamente di aiutarlo a capire. Il nocciolo dell’insulto, infatti, è proprio la necessità di spiegare: se il partner ha bisogno di spiegazioni, chiaramente non è degno di riceverne. Si aggiunga che è un onore se qualcuno ci tiene il broncio: significa che ci rispetta e ha abbastanza fiducia in noi da pensare che dovremmo capire al volo i motivi inespressi per cui si è offeso. È uno dei doni più strani dell’amore.”

“Le accuse che riversiamo sulla persona amata non hanno senso. Non oseremmo dire cose tanto ingiuste a nessun altro sulla faccia della terra. Ma i nostri feroci attacchi sono una singolare prova di intimità e di fiducia, un sintomo di amore, niente meno, e a modo loro una perversa manifestazione di dedizione. Una frase carina ed educata la sappiamo dire a qualunque estraneo, ma è solo in presenza di chi amiamo con tutto il cuore che possiamo osare un’irragionevolezza stravagante e sconfinata.”

“Bisogna trovare un sistema per adattarsi il più delicatamente e gentilmente possibile a vivere accanto a un’altra creatura imperfetta. Tutti, visti da vicino, hanno qualcosa che non va.”

CLICCANDO QUI SI POSSONO LEGGERE LE PAGINE INIZIALI DEL LIBRO

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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C’E’ AMORE ANCHE SENZA SESSO NELLA COPPIA

Sul quotidiano britannico The Guardian la scrittrice Olivia Fane, il cui ultimo libro si chiama “Possibly a Love Story”, afferma che il sesso non ha a che fare con l’amore e quindi tutte le ansie che attanagliano le coppie alle prese con la crisi della sessualità nel matrimonio non devono perdersi d’animo e concludere che è meglio lasciarsi. Ci si può amare anche se si è freddi sotto le lenzuola. “L’amore e l’erotismo sono due questioni molto diverse. Perciò, se volete un buon matrimonio dimenticate l’isteria del sesso. Semplicemente prendetevi cura del vostro partner, comunicate con lui, assicuratevi che stia bene e dategli ogni giorno un caldo abbraccio” suggerisce la Fane.

Nell’immaginario collettivo e culturale in cui siamo cresciuti, l’amore e il sesso sono due facce della stessa medaglia. Ma ormai da un po’ di anni le due dimensioni non sono così indissolubilmente legate e sono sempre più frequenti i casi in cui si fa sesso senza amarsi o al contrario ci si ama senza desiderarsi fisicamente.

Inoltre non è detto che se amiamo qualcuno lo desideriamo di più sessualmente, secondo la scrittrice Fane: “Il sesso” scrive “non è una questione che riguarda l’anima, ma il corpo e il minor o maggior desiderio sessuale è una questione ormonale.

La posizione della Fane, come tutte le posizioni un pò estreme sull’amore e sulla coppia, deve servire come spunto di riflessione sulla propria relazione e non come dogma su cui essere d’accordo o meno.

UNA FORMULA MATEMATICA PER STABILIRE SE E’ VERO AMORE

Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany, ha elaborato una formula che consente a chiunque di verificare se ciò che sentiamo per il partner è vero amore oppure no.

La formula è questa:

              1,7xA + 1,5xB + 1,5xC + 1,5xD + 1,3xE= Y

  • A è l’attrazione per il partner,
  • B il piacere psicologico della sua compagnia,
  • C il desiderio di intimità con lui/lei, D il bisogno di essere accettati dal partner,
  • E la paura di essere abbandonati da lui/lei.

A ognuna di queste variabili bisogna attribuire un valore da 1 a 10 e poi fare il calcolo.

Una volta eseguito il calcolo, si ottiene un numero Y.

Bisogna poi ripetere l’operazione pensando all’amico/a più caro/a.

Secondo Byrne, la relazione è tanto più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande (dev’essere almeno 15). Cioè, quanto più il partner è importante rispetto all’amicizia più cara.

I fattori di moltiplicazione (i numeri davanti alle variabili) permettono di mettere a confronto molte amicizie e amori.