10 PRINCIPI PER UNA TERAPIA DI COPPIA EFFICACE

«In momenti come questi soltanto la coppia stessa può decidere se cercare di salvare il rapporto, dandogli nuova vita, o lasciare che tutto finisca…». È una delle storie raccontate nel libro «Dieci principi per una terapia di coppia efficace» (Raffaello Cortina) scritto dai ricercatori Julie Schwartz Gottman e John Mordecai Gottman che da decenni lavorano con le coppie.

«Come trattare qualcosa di così inafferrabile come un rapporto?». Partendo da questa domanda marito e moglie hanno messo a punto i principi (il libro è rivolto agli psicoterapeuti, ma e’ utile anche alle coppie) che è bene conoscere se si vuole tenere in vita una relazione. Dopo una ricerca condotta su più di tremila coppie, gli esperti hanno individuato i quattro fattori predittivi, i «Cavalieri dell’Apocalisse», sull’inevitabilità della separazione.

Il primo è rappresentato dalle critiche. «Se tenderete a ricondurre un problema ai difetti dell’altro, la relazione colerà a picco». Affermazioni come «sei egoista» suscitano risentimento. Il secondo è il disprezzo, quel ghigno di superiorità unito al sarcasmo conduce al precipizio. «Il disprezzo non soltanto distrugge la felicità, ma riduce in brandelli il sistema immunitario del partner».
Il terzo e’ ritirarsi sulla difensiva e vittimismo («mi tratti male») che sono controproducenti.
Il quarto Cavaliere è l’ostruzionismo: dopo un litigio la coppia smette di parlare e comunicare: «Sbattere contro un muro è terribile».

Ciò che distingue le coppie felici da quelle infelici è che le prime sono capaci di riparare, le seconde invece no. Come? «Non nascondendo sotto il tappeto liti o eventi spiacevoli. Al contrario, ritornando sull’accaduto, prestando ascolto ai sentimenti del partner per riconoscere gli errori e chiedersi scusa». Non è mai troppo tardi per imparare a rispettare il mondo interno dell’altro attraverso compassione e gentilezza. Gli psicologi hanno disegnato «La casa delle relazioni solide» con 7 piani.
I primi tre determinano la capacità dei partner di conservare amicizia, intimità e passione: «Con l’andare del tempo le esigenze di lei/lui cambiano, il segreto è non perdere l’abitudine di farsi domande. Inoltre, amore e ammirazione non bastano, vanno anche dichiarate. E mai lasciar cadere il tentativo di avvicinamento».
I piani alti sono dedicati alla gestione dei conflitti: «Il segreto è mantenere una prospettiva positiva: se si sveglia scontroso/a pensate che magari ha dormito male». «Ma la casa si mantiene solida solo se i muri portanti sono cementati da fiducia e impegno».
La fiducia si riferisce alla consapevolezza che l’altro rimarrà al nostro fianco in ogni evenienza.
L’impegno fa riferimento alla lealtà. «Se vengono da noi coniugi che hanno l’amante e non sono disposti a confessare la relazione non li prendiamo in terapia — chiariscono i Gottman —. Solo una volta raggiunta la terraferma della verità sarà possibile ricostruire la fiducia, e con essa una relazione più duratura».

FONTE http://27esimaora.corriere.it/17_agosto_25/ecco-perche-amore-fallisce-scientificamente-provato-fe71a80a-8997-11e7-aad2-bad72feebda7.shtml

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

LA NEGOZIAZIONE DI COPPIA

Avete presente quando discutete su come spendere i vostri soldi, come suddividervi la gestione della casa, dove andare in vacanza, ecco, in quei momenti state negoziando o almeno ci provate.
Possiamo dire che è un’esperienza abbastanza comune, un modo particolare di comunicare e in quanto tale può sicuramente essere migliorato. Seguendo semplici indicazioni potrai diventare abile nel chiedere ciò che desideri senza dover manipolare o mettere in disparte il tuo partner.
Visto che ormai è chiaro a tutti che il conflitto tra due persone, che desiderano cose diverse, è inevitabile, vediamo come si può affrontare meglio.
Cominciamo sottolineando che è opportuno non attaccare direttamente l’altra persona ma cercare di separare i propri sentimenti dalla questione in discussione, concentrandosi sugli interessi ricercati e non su posizioni rigide, arrivando ad una decisione reciprocamente accettabile con flessibilità e perserveranza.

La negoziazione si svolge attraverso cinque stadi.
PREPARAZIONE
REGOLE DI BASE:
Accetto il conflitto con serenità: il conflitto è inevitabile, essere in disaccordo è naturale e può essere un momento di crescita. Non è la rovina della coppia.
Voglio riuscire a raggiungere un accordo che sia per entrambi positivo.
Voglio abbandonare l’idea di volere vincere a tutti i costi.
Voglio essere flessibile, voglio cercare di liberare la mia mente dai pregiudizi
Dopo esserti chiarito queste regole di base inizia con una descrizione della situazione.

Adesso descrivi quali sentimenti ed emozioni ti caratterizzano nel momento in cui pensi a ciò che sta succedendo.
SENTIMENTI /EMOZIONI
Quindi cerca di descrivere quali sono gli interessi del tuo partner e i tuoi e quali possono essere comuni.

I mie interessi: ….
Gli interessi del partner: ….
I nostri interessi: ….

A questo punto analizza le soluzioni possibili considerando quale sarebbe per te la soluzione ideale, come potresti andare incontro al tuo partner e cosa invece sarebbe inaccettabile.

Soluzione ideale:

Come potresti andare incontro a:

Soluzione inaccettabile:

DISCUSSIONE

In questa fase si comincia a parlare ed è opportuno seguire le fasi della Preparazione quindi si comincia a:

Descrivere i fatti come si vedono

Esprimere le emozioni sia le tue sia quelle del tuo partner

Come si vede il problema rispetto agli interessi del tuo partner, ai tuoi e a quelli in comune

Osservare come il problema sia complicato da desideri di sostegno, fiducia, contatto e libertà

Lavorare su possibili soluzioni finché non sono chiari bisogni e interessi. Proponi la tua soluzione ideale.

Se si è impantanati in una discussione è opportuno fare un passo indietro e ricominciare seguendo questa logica:
Io penso (i fatti concreti)……………………………..
Io sento (le emozioni)………………………………….
Io voglio (gli interessi)……………………………….
Io desidero (le astrazioni)……………………………..
Forse si potrebbe (tentativo di soluzione)………………..

Nella negoziazione è importante utilizzare una comunicazione efficace e quindi seguire alcune regole fondamentali:

Non attaccare, non minacciare, non incolpare, non scoraggiare.

Avere una atteggiamento empatico, mettersi nei panni del partner per meglio comprenderlo.

Utilizzare l’ascolto attivo, parafrasare, riassumere e fare domande per comprendere meglio il punto di vista dell’altro.

Perseguire l’obiettivo: raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile.

PROPOSTA/CONTROPROPOSTA

In questa fase entrambi i partner propongono una soluzione possibile, inizialmente estremamente diverse poi a poco a poco la soluzione più plausibile si connota come interesse di entrambi.

Per facilitare questo processo si possono tenere in considerazione alcuni classici metodi per raggiungere un compromesso.

“Io taglio la torta e tu fai la prima scelta”, o meglio uno decide come poter dividere una situazione e poi l’altro sceglie una delle due possibilità.

“Facciamolo entrambi avremo così un migliore risultato per tutti.” Ad esempio perché non stendiamo insieme i panni così io finisco prima e posso fare una buona cena e tu hai il tempo per leggere il giornale.

“Periodo di prova.” Lasciamo che tu vada una volta a settimana a fare quella cosa vediamo se in questo modo migliora la qualità del tempo che trascorri in casa.

“Facciamo a modo mio quando tocca a me, a modo tuo quando tocca a te.” Quando guido io vado a questa velocità, quando guidi te a quella che vuoi.

“Pari e patta.” Se tu pulisci il bagno una volta a settimana io farò la lavatrice una volta a settimana.

“Uniamo ciò che voglio io con ciò che vuoi tu.” Io mi prendo carico di fare questa cosa che a te non piace ma tu fai questa altra per me.

“Dividiamo la differenza.” Non mi interessa spendere per quell’oggetto, ma a te sì io mi prendo la metà del prezzo e compro un’altra cosa.

DISACCORDO

Questa è la fase più difficile. Per riuscire a superarla bisogna dirsi che non è la fine di tutto, ma solo una fase naturale della negoziazione. Quando si giunge alla fase del disaccordo è segno che bisogna fare qualche revisione alle fasi precedenti. Vediamo come:

Cerca una nuova controproposta, usando una diversa strategia di compromesso.

Ritorna alla discussione sugli interessi e i bisogni.

Fate un brainstorming (scrivete su carte tutte le possibili soluzioni che vi vengono in mente anche quelle meno sensate)

Quando uno dei due o entrambi siete veramente stanchi chiedete una pausa.

Ritorna alla fase della preparazione. Trascorri più tempo a cercare gli interessi comuni e le risoluzioni creative. Riesamina i tuoi sentimenti. Acquisisci ulteriori informazioni necessarie.

ACCORDO

Finalmente siete entrambi d’accordo su un’opzione che vi rende felici. Prima di dichiarare chiusa la negoziazione siate ben sicuri che vada per entrambi bene e ognuno di voi potrà per evidenziare ciò esprimere ad alta voce il suo consenso.

ARTICOLO SCRITTO DA BARBARA MODERATRICE DEL FORUM

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

UN ROMANZO-SAGGIO COME AUTOTERAPIA DI COPPIA

Il libro “IL CORSO DELL’AMORE” di Alain De Botton è un libro che consigliamente vivamente di leggere perchè aiuta a riflettere seriamente e approfonditamente sul rapporto di coppia dopo che è passata la fase iniziale dell’innamoramento. Tende a smontare l’idea di amore romantico inteso come qualcosa di idilliaco e senza problemi ma lo restituisce nella sua dimensione di quotidianeità e concretezza. E’ forse la lettura di questo libro, se effettuata in due, può anche rappresentare un’auto-terapia di coppia.

Di seguito riporto la descrizione del retro copertina ed alcuni passaggi.

Descrizione
Rabih e Kirsten si conoscono, si innamorano, si sposano e hanno dei figli. Sembra la serena conclusione di una bella storia come tante, ma in realtà è solo l’inizio… Che cosa c’è dopo il classico “e vissero tutti felici e contenti”? L’evoluzione dell’amore, il percorso di crescita e maturazione compiuto da una coppia dopo la magica ebbrezza e la folle emozione dei primi incontri. Perchè l’amore non è una semplice esperienza, un sogno di passione, ma una competenza che possiamo e dobbiamo imparare. Divertente, saggia e commovente, una riflessione sui moderni rapporti di coppia, un racconto in cui ritrovare se stessi, i nostri limiti e la nostra grandezza nell’imparare e praticare la difficile ma meravigliosa arte dell’amore.

“Quando mettiamo il broncio, le motivazioni profonde sono uno spiazzante misto di rabbia intensa e di desiderio, ugualmente intenso, di non rivelare perché siamo arrabbiati. Chi si imbroncia, ha un disperato bisogno che l’altro capisca, eppure si rifiuta categoricamente di aiutarlo a capire. Il nocciolo dell’insulto, infatti, è proprio la necessità di spiegare: se il partner ha bisogno di spiegazioni, chiaramente non è degno di riceverne. Si aggiunga che è un onore se qualcuno ci tiene il broncio: significa che ci rispetta e ha abbastanza fiducia in noi da pensare che dovremmo capire al volo i motivi inespressi per cui si è offeso. È uno dei doni più strani dell’amore.”

“Le accuse che riversiamo sulla persona amata non hanno senso. Non oseremmo dire cose tanto ingiuste a nessun altro sulla faccia della terra. Ma i nostri feroci attacchi sono una singolare prova di intimità e di fiducia, un sintomo di amore, niente meno, e a modo loro una perversa manifestazione di dedizione. Una frase carina ed educata la sappiamo dire a qualunque estraneo, ma è solo in presenza di chi amiamo con tutto il cuore che possiamo osare un’irragionevolezza stravagante e sconfinata.”

“Bisogna trovare un sistema per adattarsi il più delicatamente e gentilmente possibile a vivere accanto a un’altra creatura imperfetta. Tutti, visti da vicino, hanno qualcosa che non va.”

CLICCANDO QUI SI POSSONO LEGGERE LE PAGINE INIZIALI DEL LIBRO

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)
possibilità di consulenze telefoniche e via Skype

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 o email:cavalierer@iltuopsicologo.it

LE FASI DELLA NASCITA DI UNA COPPIA STABILE

Gli studiosi Bander & Pearson individuano le seguenti fasi nella nascita di una coppia stabile

Simbiosi
Corrisponde alla fase dell’innamoramento, quella della percezione del “partner perfetto”. Alta
la produzione di ossitocina, feniletilamina, dopamina. Durata tra i 2 e i 10 mesi.

Differenziazione
Si passa dalla illusione alla disillusione, al riconoscimento delle mancanze e dei difetti.
Emozioni predominanti sono tristezza, rabbia, conflitti interpersonali. La maggior parte dei
legami si interrompe qui quando le persone si percepiscono come troppo diversi.

Sperimentazione
Rappresenta la fase dove ciascun partner ha necessità di sperimentare la propria identità nella
coppia, affermando la propria autonomia, e aprendosi al mondo sociale.

Riavvicinamento
Parallelamente al bisogno di autonomia e indipendenza rimane la necessità di mantenere il
contatto, creando una unicità intima. Il partner diventa riferimento affettivo, e si è rassicurati
dalla presenza e si percepisce la possibilità di farne momentaneamente a meno.

Interdipendenza
Si raggiunge un equilibrio, una intesa di coppia, dove si bilanciano autonomia e intimità.
Spesso ci si apre ad un progetto di vita comune, percependo stabilità e complicità.

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private in studio, telefoniche e via Skype tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

LIBRO: QUANDO L’AMORE NON BASTA PIU’

UN LIBRO PER COPPIE, SINGLE E PROFESSIONISTI

L’amore non basta per stare e rimanere insieme.
Terminata la fase iniziale dell’innamoramento, della passione e dell’idealizzazione dell’altro, la relazione incomincia a mostrare tutte le sue difficoltà: subentra una valutazione realistica del partner e del rapporto di coppia in generale.
Attraverso gli esercizi proposti dall’autore, pensati per essere svolti sia individualmente sia in coppia, è possibile rinsaldare quelle radici profonde, fondamentali per far durare la relazione nel tempo, per verificare la corrispondenza dei punti di vista nella coppia sulle diverse aree del rapporto, ma anche per avviare un successivo momento di riflessione e di confronto.
Gli esercizi, quindi, assumono un ruolo importante per stimolare e per incentivare la comunicazione diretta e vis-à-vis all’interno della coppia e per questo motivo Quando l’amore non basta più si presenta come uno strumento utile per continuare a stare insieme anche dopo l’innamoramento iniziale. Perché dopo questa fase, anche se ci si continua ad amare, l’amore da solo può non bastare.

Roberto Cavaliere, psicologo e psicoterapeuta, esercita la sua attività professionale tra Milano, Roma, Napoli e Salerno. Fondatore e responsabile dei siti psicologiadellamore.it, laterapiadicoppia.it, e maldamore.it, si occupa di dipendenze e problematiche affettive, relazionali e di coppia. Per la FrancoAngeli ha pubblicato Se non mi amo, non ti amo (2017).

Indice
Introduzione
Il grafico della relazione
L’affinità di coppia
La comunicazione nella coppia
Lo spazio e il tempo della coppia
I bisogni e i desideri della coppia
I ruoli nella coppia
Le aspettative nella coppia
Le idee irrazionali nella coppia
L’io, il tu e il noi
La rabbia nella coppia
Il cartellone dei momenti sereni e felici
Conclusioni
Bibliografia e letture consigliate.

CLICCA QUI PER LEGGERE UNA BREVE ANTEPRIMA DEL LIBRO

LA FORMULA MATEMATICA DELLA “COPPIA PERFETTA”

Lo psicologo John Gottman, professore emerito all’Università di Washington (Stati Uniti),  ha elaborato una formula per stimare la probabilità di fallimento di un’unione, che lui ritiene funzioni nel 90% dei casi.

Lo studio è iniziato negli anni ’90, esaminando coppie appena sposate: i due partner discutevano per 15 minuti, mentre i ricercatori assegnavano loro dei voti. Per esempio, a ogni sorriso e gesto affettuoso guadagnavano punti; con segnali d’insofferenza e battutine sarcastiche li perdevano. I ricercatori hanno poi seguito le coppie nel corso degli anni, per vedere come se la passavano.

A partire da dati come questi, Gottman e James Murray, matematico della stessa università, hanno elaborato l’“equazione dell’amore”, che misura la reazione emotiva (positiva o negativa) di ciascuno dei due partner durante un dialogo. Sul lungo periodo, infatti, le chance di sopravvivenza della relazione dipendono proprio da queste reazioni.

Le due formule descrivono rispettivamente le reazioni di lei (Dt+1) e lui (Ut+1) al comportamento dell’altro. Per la donna: d è l’umore quando è sola; rDDt è l’umore quando c’è il marito; IUD(Ut ) è l’influenza esercitata dal partner. Nella formula per lui: u è l’umore da solo; rUUt è l’umore quando c’è lei e IDU(Dt  ) l’influenza di lei.

Nella pratica, l’equazione matematica conferma quanto il buon senso dice da sempre: la chiave di una relazione duratura è il dialogo. Per non arrivare ai ferri corti, dire quel che si pensa, senza essere aggressivi, funziona meglio che chiudersi nel mutismo.

Qualsiasi terapia ed autoterapia di coppia dovrebbe tener conto di questo semplice elemento che è il dialogo, che è stato confermato anche dalla matematica, come dimostrato da Gottman.

 

 

IL GIUDICE PUO’ IMPORRE LA TERAPIA DI COPPIA ?

La Cassazione [Cass. sent. n 13506/2015] ha detto che solo la legge può imporre trattamenti sanitari, mentre il giudice non può costringere i genitori – benché immaturi – a recarsi dallo psicologo per imparare a gestire i figli. E ciò anche se il loro comportamento conflittuale finisce per ledere i minori. Questo non toglie che il magistrato possa suggerire l’opportunità di un percorso guidato congiunto e/o individuale, ma nessuna sanzione può derivare dalla mancata ottemperanza all’indicazione del tribunale. La prescrizione ai genitori di sottoporsi ad un percorso psicoterapeutico individuale e a un percorso di sostegno alla genitorialità da seguire insieme – dice la Suprema Corte – è lesiva del diritto alla libertà personale garantito dalla Costituzione [art.32] che vieta l’imposizione, se non nei casi previsti dalla legge, di trattamenti sanitari. Nessuna norma, del resto, attribuisce al giudice il potere di vincolare gli ex coniugi a un tale trattamento, anche in presenza di una finalità nobile come quella di tutelare i figli dall’immaturità dei genitori.

La maturazione personale dei genitori non può che restare affidata ai genitori e al loro diritto di autodeterminazione. In definitiva il giudice non può obbligare i genitori immaturi, che litigano in continuazione, ad andare dallo psicologo per imparare a gestire i figli.

I giudici secondo cui la terapia di coppia è obbligatoria 

La tesi sposata dal tribunale di Roma – il più grande in Europa – ritiene possibile, per il giudice, prescrivere ai genitori divorziati la psicoterapia e un percorso di sostegno per fare il papà e la mamma [Trib. Roma, sent. n. 2083/2017, n. 25777/17, n. 13506/2015.. Ciò proprio nell’ottica di tutelare un interesse superiore rispetto a quello della libertà personale degli ex coniugi: la crescita del figlio minore. Secondo tale orientamento, quindi, il genitore che non si presenta alle sedute dallo psicologo può perdere l’affidamento del figlio: una sanzione particolarmente grave. Secondo il tribunale della Capitale – la cui tesi sempre essere condivisa anche da altri fori – la prescrizione del percorso presso lo specialista non costituisce una limitazione personale ma è funzionale allo stesso interesse del genitore quando la conflittualità della coppia nuoce ai figli.

Vediamo ora, secondo tale interpretazione, che succede se non si frequenta la terapia di coppia. Il tribunale di Roma precisa che non è possibile imporre fisicamente la presenza del genitore dallo psicologo (magari mediante una «coazione fisica» ossia un accompagnamento forzoso). La prescrizione del giudice è piuttosto un onere, una condizione per continuare ad avere l’affidamento condiviso del figlio. Sta al genitore affidatario scegliere il percorso più idoneo e i professionisti da consultare: è un’«opportunità di buona vita» e non una «limitazione della libertà». Il tribunale può delegare i servizi sociali a vigilare sull’osservanza dell’indicazione fornita dal magistrato e, in caso di disobbedienza, nei casi più gravi, se la coppia continua a litigare tanto da pregiudicare la crescita del bambino, è possibile disporre la decadenza dalla responsabilità genitoriale.

La prescrizione è finalizzata a favorire «le condizioni per una crescita per quanto possibile serena dei figli, scopo cui deve tendere una gestione matura e consapevole della responsabilità genitoriale, e deve essere letta dunque come uno strumento volto a offrire ai figli maggiori opportunità di “buona vita” nonostante la disgregazione del nucleo familiare di origine e della presidente conflittualità dei genitori».

IL TRADIMENTO DI COPPIA: COSA ACCADE, COME SUPERARLO?

Tradire in amore significa rompere un equilibrio che è stato accordato, che è stato  voluto, che è stato costruito dall’azione congiunta di due persone.

Il tradimento di coppia in genere rappresenta più che la ricerca di un’evasione sessuale, una risposta a un generico senso d’insoddisfazione nel rapporto, soprattutto coniugale. L’infedeltà può dare luogo a due tipi di sentimenti diversi: delusione e rimorso verso il partner abituale oppure senso di soddisfazione, psicologico e sessuale, tanto è vero che in alcuni casi l’esperienza occasionale riesce perfino a influenzare positivamente l’esperienza abituale…

Una domanda che ci si pone spesso riguardo al tema del tradimento è: ”meglio raccontarsi tutto o tacere?”. La risposta è, senza dubbio: “tacere!”.  Infatti la sincerità in sé non deve essere considerato un valore assoluto: può ferire, deludere, schiacciare il partner. Una sincerità totale può essere anche una forma mascherata di aggressività e il bisogno di raccontare ogni minimo particolare deve far nascere qualche sospetto di disinnamoramento. In questo campo vale forse la vecchia regola che è meglio non dire sempre tutto ciò che si pensa, ma pensare tutto ciò che si dice; in senso più generale, bisogna essere fedeli a se stessi, per poterlo essere anche con gli altri…

Se scoprite di essere stati traditi, quindi, è inutile aspettare una confessione poiché chi l’ha fatto, ha già preso precisa posizione nei vostri confronti e poi sarebbe difficile stabilire un tempo massimo di attesa oltre il quale sarete voi a rivelare la vostra scoperta: meglio affrontare subito il problema e discuterne. Dall’altro lato bisognerebbe sbarazzarsi  dal senso di colpa che può scaturire dal non essersi accorti o dall’essersi  fidati ciecamente e valutare piuttosto non tanto le proprie colpe ma quelle altrui. Il proprio obiettivo deve essere, quindi, quello di ricostruire in senso positivo il senso di sé e far lavorare l’autostima, quindi la capacità di amarsi. Come difendersi allora da ciò che ci può portare a una sofferenza che a volte raggiunge anche livelli molto intensi? Le emozioni legate all’essere traditi riguardano l’altro (rabbia e desiderio di vendetta) e noi stessi (delusione e senso di colpa). La volontà di rivalsa pura e semplice dovrebbe essere trasformata nel desiderio concomitante di far rivalere la propria persona, di riporre all’attenzione dell’altro la propria presenza. Ciò preclude la comunicazione, il segnalare e il porre l’accento gli aspetti negativi del tradimento che ci è stato inflitto. Subire semplicemente, riflettere in solitudine sul significato di ciò che è accaduto senza cercare un contatto con l’altra persona contribuirebbe a indebolire ulteriormente l’idea già provata della nostra identità.

Se invece siete voi ad aver tradito, rivelarlo significherebbe mostrare pentimento e sarebbe comunque preferibile a continuare a tenerlo nascosto: non peggiorate una situazione che già di per sé farà soffrire l’altra persona.

E’ possibile superare un tradimento e, anzi, innamorarsi di nuovo del partner? Cercando di immaginare il panorama emotivo di chi diviene consapevole di essere stato tradito, vengono in mente due estremi: la delusione, la sensazione che il mondo stia franando tutt’intorno a noi, l’improvviso sentimento di vuoto incolmabile e di solitudine senza soluzione… stati d’animo che si alternano o che si accompagnano alla rabbia e, perché no, al desiderio di vendetta.

In seguito al black out generato dall’esplosione dei nostri sentimenti, non appena ci sembra di poter ricominciare a pensare, una domanda inizia a girarci per la testa senza sosta riguardo alla necessità di una soluzione sul piano pratico: cosa fare? Troncare o meno il rapporto col partner che ci ha tradito? A questo punto si apre un mondo diverso per ognuno di noi.  Talvolta le coppie che stanno insieme da tempo è probabile che continuino a stare insieme; più è alto il livello di coinvolgimento o di soddisfazione nella relazione, maggiori sono le probabilità che la relazione sia stabile in futuro. E’ più verosimile che un tradimento venga “perdonato” all’interno di una relazione che dura da molto tempo perché non solo essa è costituita da prospettive future ma anche dalla condivisione di una storia che ha dato un identità unica a questo piccolo nucleo; è anche vero che proprio per gli stessi motivi la delusione e la rabbia, possibili conseguenze del tradimento, possono essere più intensi. Il grado di soddisfazione della relazione prima del tradimento appare fondamentale: quanto siamo disposti a lottare per ciò che ci ha reso felici? Nella risposta a questa domanda rientrano anche le sfumature di personalità di ognuno di noi: Quale sarebbe la risposta giusta per voi?  Lottereste per la vostra coppia e continuereste la relazione, nonostante il tradimento? Non c’è una risposta giusta o sbagliata in questi casi: è importante imparare a leggere quale può essere la più giusta per noi.

Maria Letizia Rotolo

Psicologa-psicoterapeuta

Studi a Bologna: via Cellini 18, via Masserenti 472

3286852606

marialetizia.rotolo@homail.it

www.marialetiziarotolo.it

CORSO DI TERAPIA DI COPPIA: “O SI VINCE IN DUE O SI PERDE IN DUE”

“In coppia o si vince in due o si perde in due perchè ogni comportamento e/o decisione non condivisa è una sconfitta anche per il partner che si è imposto sull’altro.”  Roberto Cavaliere

Breve corso di Terapia di coppia per coppie, singoli e terapeuti che affronterà i seguenti temi:

  1. Cosa s’intende per Terapia di Coppia
  2. Quando è utile la Terapia di Coppia
  3. Metodologia della Terapia di Coppia
  4. Strategie della Terapia di Coppia
  5. Esercizi della Terapia di Coppia
  6. Riflessioni finali sulla Terapia di Coppia

IL SEMINARIO SI SVOLGERA’ SEMPRE DI DOMENICA NELLE VARIE SEDI (10,30-13,30 / 14,30-17,30) ED AVRA’ UN COSTO DI EURO 70 A PERSONA

DATE E SEDI:

ROMAdomenica 8 aprile 2018 presso la libreria Empiria in via Baccina 70 (quartiere Monti). Conduttore: Dottor Roberto Cavaliere (Psicologo e Psicoterapeuta)  https://www.facebook.com/events/2014208988867537/

Info e iscrizioni: tel. 3208573502 email cavaliere@iltuopsicologo.it

MILANO: domenica 15 aprile 2018 presso lo studio della Dottor Roberto Cavalierein Via Vittor Pisani 13. Conduttore: Dottor Roberto Cavaliere (Psicologo e Psicoterapeuta)  https://www.facebook.com/events/2014208988867537/

Info e iscrizioni: tel. 3208573502  email cavaliere@iltuopsicologo.it

VIETRI SUL MARE (SA) Costiera Amalfitana TRE edizioni: domenica 22 aprile 2018 – domenica 27 maggio 2018 – domenica 24 giugno 2018 presso lo studio del Dottor Roberto Cavaliere. Conduttori: Dottor Roberto Cavaliere (Psicologo e Psicoterapeuta) e Dott.ssa Rosalia Cipollina (Psicologa e Psicoterapeuta)  https://www.facebook.com/events/1100937250048994/

Info e iscrizioni: tel. 3208573502 email cavaliere@iltuopsicologo.it

VIDEO: IL PERCHE’ DI UNA TERAPIA DI COPPIA (tratto dal film “Il matrimonio che vorrei”)

TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI

Terapia di coppia per amanti è un romanzo di Diego De Silva, scritto e pubblicato nel 2015 in Italia da Einaudi

“Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell’amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l’incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale. Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un’immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all’amore e dargli mandato a cambiarci la vita.”

Di seguito riporto alcuni brani significativi tratti dal libro.

«C’è un momento, diciamo intorno al primo anniversario di una relazione clandestina, in cui pieghi la testa di lato, stringi gli occhi come cercassi qualcosa di minuscolo che si muove nell’aria, e vedi in filigrana il casino in cui ti trovi. Questo è amore, ti dici senza mezzi termini, altro che chiacchiere».

.”…La leggerezza dei primi mesi è incantevole. Tutto si semplifica…si tiene insieme e si coordina. Non vi sono incidenti né equivoci. La sua voce al telefono è un balsamo…..Fai l’amore con gioia mai provata..lo assali, lo sfiniti, lo mangi….Ti scopri bravissima amante…
Poi un giorno qualcosa si inceppa….il rapporto slegato e libero dalle costrizioni….a un tratto è una favola a cui hai solo finito di credere. …Inizi a pensare a lui ossessivamente.
….combatto ogni giorno con la mia dipendenza, m’illudo che prima o poi riuscirò a superarla …sono invischiata in questo amore doloroso e non ce la faccio più a reggere la doppia vita, perché alla fine è di questo che si tratta….
Neanche quando siamo insieme riesco ad essere felice…..quello che chiedo ai nostri incontri è di lenire questo stato di angoscia anche solo per qualche ora, trovare un po di distinzione, di pace. Paradossalmente dimenticare. Ecco: lo vedo per dimenticarlo. Per non pensare più a quanto mi complica la vita amarlo.”

“Insomma, non si può essere sempre felici. Qui e ora, voglio dire. Perché c’è anche il dopo, e non intendo il domani generico. Parlo di un dopo imminente, il dopo di quando hai fatto l’amore, e l’hai fatto benissimo, e quindi dovresti essere felice e desiderosa di alzarti, tornare alla tua vita, ricaricata e leggera, e invece resti sotto le lenzuola a guardare il soffitto con il dito in bocca a domandarti cosa stai facendo, mentre lui è già tutto bello pimpante che ha finito la sigaretta e non vede l’ora di infilarsi nella doccia, però intercetta il tuo incantamento e ti chiede cos’hai (non perché gli interessi ma perché sa che se fa finta d’ignorare la tua fissità gli metterai il muso appena torna dal bagno), così ti si avvicina e dopo aver seguito la linea del tuo sguardo che continua a puntare ossessivamente il soffitto ti domanda:
– Bello quell’intonaco, eh?”

Un ulteriore estratto dal libro: http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880622666PCA.pdf