C’E’ AMORE ANCHE SENZA SESSO NELLA COPPIA

Sul quotidiano britannico The Guardian la scrittrice Olivia Fane, il cui ultimo libro si chiama “Possibly a Love Story”, afferma che il sesso non ha a che fare con l’amore e quindi tutte le ansie che attanagliano le coppie alle prese con la crisi della sessualità nel matrimonio non devono perdersi d’animo e concludere che è meglio lasciarsi. Ci si può amare anche se si è freddi sotto le lenzuola. “L’amore e l’erotismo sono due questioni molto diverse. Perciò, se volete un buon matrimonio dimenticate l’isteria del sesso. Semplicemente prendetevi cura del vostro partner, comunicate con lui, assicuratevi che stia bene e dategli ogni giorno un caldo abbraccio” suggerisce la Fane.

Nell’immaginario collettivo e culturale in cui siamo cresciuti, l’amore e il sesso sono due facce della stessa medaglia. Ma ormai da un po’ di anni le due dimensioni non sono così indissolubilmente legate e sono sempre più frequenti i casi in cui si fa sesso senza amarsi o al contrario ci si ama senza desiderarsi fisicamente.

Inoltre non è detto che se amiamo qualcuno lo desideriamo di più sessualmente, secondo la scrittrice Fane: “Il sesso” scrive “non è una questione che riguarda l’anima, ma il corpo e il minor o maggior desiderio sessuale è una questione ormonale.

La posizione della Fane, come tutte le posizioni un pò estreme sull’amore e sulla coppia, deve servire come spunto di riflessione sulla propria relazione e non come dogma su cui essere d’accordo o meno.

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE LE DONNE DA VENERE

Di seguito brani tratti da “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere” di John Gray.

Il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo

Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di prevenire da pianeti diversi.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e per le altre significati opposti. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Quando un uomo sperimenta i suoi limiti, si sente spinto a dar di più.
John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Se una donna ha bisogno di tenerezza e dolcezza dal suo compagno e tende a dargliene a sua volta, sbaglia, perchè così facendo dà a lui ciò che vuole per se stessa….invece deve comprendere che l’uomo ragiona in maniera diversa da lei e mentre per lei la tenerezza è essenzale per lui lo sarebbe allo stesso modo l’apprezzamento o l’ammirazione per ciò che fa!

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Un rapporto di coppia è come un giardino, Per crescere rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente. Ha bisogno di cure particolari a seconda della stagione e del clima. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce. In modo analogo, per mantenere viva la magia dell’amore è necessario che ne comprendiamo le stagioni e dedichiamo cure adeguate alle speciali necessità dell’amore stesso.
John Gray, “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

Dal Libro:

“Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il giornale. E’ stressato a causa dei problemi irrisolti della giornata e trova sollievo nell’accantonarli.
Anche sua moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata pesante. Lei, tuttavia, aspira a trovare sollievo parlando dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione cresce fino a trasformarsi in risentimento.
Tom è segretamente convinto che Mary parli troppo, mentre sua moglie si sente ignorata. Se non arriveranno a capire le differenze esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.
E’ probabile che abbiate riconosciuto questa situazione, perché è solo una delle tante in cui si trovano in contrasto gli uomini (i “marziani”, secondo la definizione del Dr. John Gray, esperto della coppia ed autore del best seller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”) e le donne (le “venusiane”).
Una delle principali differenze esistenti tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress.
Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi e a concentrarsi sul problema, mentre le donne tendono a sentirsi sopraffatte ed emotivamente coinvolte. L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla.
Quando un uomo è turbato, non parla mai di ciò che lo preoccupa. A differenza delle donne, non accollerebbe mai ad un altro uomo il suo problema a meno che l’assistenza dell’amico non gli sia necessaria per risolverlo. Diventa invece estremamente silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per riflettere sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca della soluzione. Quando l’ha trovata, si sente molto sollevato, abbandona la caverna ed è pronto al dialogo con la sua donna.
Quando una donna è stressata, invece, trova sollievo nel rivolgersi a qualcuno di cui si fida, rendendolo partecipe del suo disagio e illustrandogli nei dettagli le difficoltà della giornata. Se si sentono sopraffatte dalle difficoltà, le donne traggono beneficio dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. E’ questa la loro natura.
L’incapacità di capire e accettare queste differenze crea nei nostri rapporti delle frizioni, che possono minare seriamente la stabilità del rapporto di coppia.
Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace di dare alla sua compagna l’attenzione che desidera. In quel momento egli pensa esclusivamente a risolvere – da solo – il suo problema. Per lei è difficile accettarlo perché non si rende conto del grado di stress a cui lui è sottoposto. Se alla sera il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe a mostrarsi più comprensiva, ma lui rimane chiuso in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata. Capisce che il suo compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui non le voglia bene perché non le parla.
Allo stesso modo, spesso anche l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna di fronte allo stress. Pertanto, quando la donna vuole sfogarsi parlando dei suoi problemi, egli pone resistenza, dà per scontato che lei lo ritenga responsabile delle sue difficoltà. Maggiori sono i problemi, più – indirettamente – egli si sente rimproverato. Non capisce che lei trova semplicemente sollievo nel parlarne. Non sa che gli basterebbe ascoltarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.
Ma allora le divergenze rendono impossibile un rapporto sereno e duraturo? Affatto. Le differenze non dividono, se alla base del rapporto c’è la consapevolezza. Comprendendo le dinamiche che regolano le relazioni tra uomini e donne, entrambi i sessi riusciranno a vedere il mondo con gli occhi dell’altro e – piuttosto che aggravare una ipotetica situazione di stress – saranno complici dell’altro nella sua risoluzione, con forti ripercussioni positive sul benessere e sulla serenità della vita di coppia!

COSA PENSANO REALMENTE GLI UOMINI DEL SESSO E DELL’AMORE

Un libro uscito di recente in Francia mette in dubbio le idee prevalenti che si hanno sul rapporto che gli uomini hanno col sesso e con l’amore . Si intitola Les hommes, le sexe et l’amour (Les Arènes) e l’ha scritto Philippe Brenot, psichiatra, antropologo e sessuologo all’Università Paris-Descart, che nel volume rivela i dati dell’inchiesta da lui condotta su 2153 uomini eterosessuali che vivono in coppia (età media 43 anni) e che hanno risposto a un questionario di un centinaio di domande.  I risultati dell’inchiesta francese, spaziano dalla percezione dell’aspetto del proprio pene (considerato «bello» dal 71 per cento degli intervistati) alle posizioni preferite, andando a caccia dell’ «uomo nuovo»– profondamente evoluto nel corso degli ultimi decenni – di cui parla Brenot. Mettendo a confronto l’idea comune – ciò che siamo abituate a pensare – e i segnali della metamorfosi del maschile ancora in corso. Con qualche sorpresa. E diverse conferme.

Comunicare

Gli uomini non parlano volentieri della propria intimità

Poiché il libro, e l’inchiesta, nascono proprio per far parlare gli uomini – che hanno tutti partecipato e risposto senza problemi – il cliché è presto smontato. È vero e rimane vero che per un uomo il sesso è qualcosa che si fa, non che si dice. Però il 70 per cento – e sale al 78 tra i più giovani – dichiara di aver parlato dei propri desideri e aspettative sessuali con la partner.

Ora. La questione riguarda semmai l’ascolto, il parlare insieme, e dunque il comprendersi davvero. La difficoltà più grande è capire le aspettative sessuali della compagna (risposte frequenti: «Non lo so»; «Non ne ho la minima idea»; «Lei non me ne parla»; «Mistero!»). E l’unica certezza che sembrano avere gli uomini, quello che davvero credono di aver capito bene, è che le donne hanno soprattutto grandi aspettative sentimentali piuttosto che sessuali, quindi cercano dolcezza, complicità, attenzioni, cura, protezione, romanticismo. E se la tenerezza è drammaticamente antitetica al sesso per molti maschi, qualcuno più sgamato – o evoluto, o fortunato, perché dipende anche dalla compagna, sottolinea Brenot – ha invece scoperto che la dolcezza è la via maestra verso il sesso, e racconta le aspettative della partner in un modo non tanto diverso dalle proprie: rapporti a tre o più persone, rapporti anali, rapporti orali, giochi di dominazione e via così.

Sesso VS. amore

Per gli uomini il sesso e l’amore sono due cose diverse

Sorpresa vera. Il più grande totem riguardante la sessualità maschile sembra vacillare. Il 92 per cento dichiara di essere innamorato della propria compagna, non solo: il 52 per cento afferma che sesso e amore sono legati. E il 54 per cento degli intervistati segnala la coppia come primo valore nella propria vita, davanti alla famiglia (31 per cento), al lavoro (11 per cento) e alle passioni personali, con un’inversione completa delle priorità rispetto a 50 anni fa. La penetrazione? È variamente descritta come fusione, comunione, unione,sentimento di simbiosi con la partner, vicinanza cerebrale, la sensazione di donare tutto e tutto ricevere, appartenenza, completezza. E un rapporto sessuale davvero riuscito è «un momento di intimità condivisa» per il 60 per cento degli uomini.

Masturbazione

La masturbazione è una faccenda per ragazzini e, in età adulta, serve a compensare una mancanza

Allora, una volta per tutte: gli uomini adulti, con una stabile vita di coppia, si masturbano. Questa la verità. L’87 per cento degli intervistati dichiara di masturbarsi, la metà di loro almeno due volte a settimana. Lo fanno soprattutto a letto, sotto la doccia, in bagno. E sul divano del salotto (la notte, davanti alla tivù). È una faccenda veloce: dura dai due ai cinque minuti. Supporto d’elezione le immagini pornografiche (l’80 per cento si dichiara interessato e stimolato dalla pornografia) recuperate attraverso Internet – dal sesso di gruppo alla sodomia, all’amore lesbico – mentre una minoranza utilizza l’immaginazione, i ricordi, i fantasmi personali («Mi immagino con una certa collega di lavoro») o anche con la propria donna («Immagino cosa potrei fare con lei»). Per la metà degli uomini la masturbazione è un ansiolitico. Punto. Un sistema per rilassarsi. Poi è un piacere (40 per cento): personale, facile. Solo per il 10 per cento è un sostituto del coito. Per moltissimi, invece, è oltretutto un modo per ritardare l’eiaculazione nel rapporto sessuale. Il 50 per cento dichiara di essersi masturbato davanti alla compagna, che invece risulta molto più restia a fare lo stesso.

Preliminari

Gli uomini vanno subito al sodo

Se c’è un’idea che il femminismo è riuscito a far passare è che i preliminari siano fondamentali. Fiumi d’inchiostro versati per decenni sull’importanza, per le donne, dei giochi sessuali preparatori prima del coito hanno realmente cambiato i comportamenti. E il 56 per cento degli intervistati ammette di metterli in pratica proprio per la donna, piuttosto che per sé. Anche se i più giovani, questo il dato rileante, li considerano un momento importante di eccitazione reciproca («Sono un momento nostro»; «Non è che “servono”, fanno parte del gioco del desiderio e del piacere»). Qualcuno si spinge addirittura oltre, parlando di preliminari non strettamente sessuali ma psicologici, d’atmosfera («I preliminari cominciano a cena, con uno sguardo, una carezza»). Altri, pochi per fortuna, scelgono la pessima metafora automobilistica («Servono a far scaldare la macchina»). Il dato serio è che il 57 per cento teme di deludere sessualmente la partner. Da leggere, variamente, come segnale di una maggior libertà e consapevolezza femminile in campo sessuale, nonché come prova della famosa “ansia da prestazione” maschile, alimentata anche, dice Brenot, “dalla tirannia mediatica dell’orgasmo”.

Insoddisfazione

Gli uomini hanno più bisogno di sesso delle donne

Terreno minato. Su questa faccenda degli uomini che hanno più bisogno (bisogno, non desiderio) e dunque sono in qualche misura autorizzati a sbottonarsi continuamente i pantaloni si consumano molti orribili malintesi, l’affaire Strauss-Kahn insegna. Tant’è: il 63 per cento degli intervistati dichiara insufficiente la frequenza dei rapporti sessuali nella coppia (che è di circa 8 volte al mese). In più, il 38 per cento non si sente libero di fare ciò che desidera con la sua compagna, il 70 per cento ha la sensazione di prendere sempre lui l’iniziativa e l’84 per cento dichiara di sentire una generica mancanza.

Posizioni preferite: al primo posto quella da dietro, all’ultimo quella tradizionale del missionario. La situazione si inverte, quasi comicamente, al momento di indicare la posizione realizzata nell’ultimo rapporto, dove svetta su tutte la missionaria. Leggere il dato di questa insoddisfazione maschile è complicato. Sicuramente c’è di positivo la novità del rispetto dei tempi e della disponibilità femminile. Ma d’altro canto, segnala Brenot, attenzione: la percezione di una frequen za sessuale insufficiente è inquinata dall’idea terroristica e stereotipata di un uomo che “deve” desiderare continuamente ed essere sessualmente iper-attivo.

Orgasmo

Il piacere degli uomini è semplice e quasi automatico

Orgasmo maschile, questo sconosciuto. Non ne sappiamo molto, dice Brenot, anche perché gli uomini ne parlano poco. Il piacere maschile è diviso in quattro tempi, ed è descritto da tutti con le medesime parole. La prima fase è quella dell’eccitazione, con calore, tremore, brividi, formicolio, spasmi, aumento della frequenza cardiaca. Seconda fase: l’esplosione, corrispondente al piacere vero e proprio. Terza: la piccola morte, un periodo in cui la sen-sazione è di perdere coscienza, di uscire dal corpo. Quarta: il rilassamento, totale, assoluto. Ma c’è una sorpresa. Il 31 per cento dichiara di non avere orgasmi a tutti i rapporti.

Colpevole principale un eccesso di controllo dell’eiaculazione, in virtù dell’idea, ancora una volta, di performance sessuale, di sessualità ideale e idealizzata.

Bellezza femminile

Gli uomini desiderano solo donne belle e giovani

La vista è il principale supporto maschile per l’eccitazione. Un bel corpoun viso armonioso sono segnali che risvegliano il desiderio maschile. Come dire: inutile girarci intorno, qui non ci piove. Il 58 per cento pensa che per desiderare una donna il fatto che sia bella è importante. Però un bel 40 dichiara ch ela bellezza forse conta, ma poco o addirittura pochissimo a confronto dei sentimenti e della personalità. E, contro ogni aspettativa, addirittura il 60 per cento afferma che il fatto di vedere invecchiare la propria compagna non ha (o non avrà, per i più giovani) alcuna ripercussione sul desiderio. Ancora, un significativo 40 per cento dice che l’eventuale aumento di peso della partner non inciderà sull’interesse per lei. Se ci mettiamo pure che solo il 47 per cento ritiene importanti gli abiti, l’eleganza e la biancheria intima (il che vuol dire che a più della metà non importa assolutamente nulla), molte delle convinzioni femminili circa la seduttività e il desiderio si incrinano. Insomma, stiamo tutto il tempo a cercare di essere ossessivamente magre e giovani, spendendo capitali in vestiti e lingerie. E loro sembrano (sembrano?) invece mostrare una sorprendente indipendenza di pensiero. L’ennesima prova – sottolinea Brenot – che uomini e donne non parlano della stessa cosa quando usano la parola “desiderio”.

Potere

L’uomo ha una posizione dominante nella coppia

La domanda del questionario è precisa. Temete le reazioni della vostra compagna? Sì, risponde il 46 per cento, qualche volta, ammette il 52. Il segnale sembra chiaro: il rapporto di forza tra uomini e donne all’interno della relazione è mutato, soprattutto dopo gli anni ’80, e soprattutto tra i più giovani. Questo non toglie che molti uomini tra le mura domestiche siano ancora violenti e maschilisti. Però la tendenza contraria si intravede. Portandosi dietro la comparsa di nuovi problemi: la perdita di mascolinità, che alle donne non piace. E la quadratura del cerchio con la quale i poveri maschi contemporanei si stanno ancoravanamente misurando: essere teneri e solidi allo stesso tempo. Confortante – sempre che non si tratti di semplice conformismo a un’idea di socialmente corretto – l’80 per cento, che dichiara ininfluente il fatto che la compagna abbia uno status sociale o professionale superiore al proprio.

Paternità

La gravidanza della compagna e l’arrivo di un figlio modificano il desiderio dell’uomo

Non è vero. Ecco i numeri: 53 per cento gli uomini che non hanno subito nessuna modificazione del desiderio durante la gravidanza della compagna, 70 per cento quelli che sessualmente, non hanno fatto una piega una volta che lei è diventata madre. Il divario tra i due dati dipende dall’ingombro del pancione, che può oggettivamente limitare o cambiare le abitudini intime e sessuali. Insomma, la madre resta una donna, e la tradizionale dicotomia “mamma”/”puttana” è ormai roba vecchia. Grandi numeri anche per la domanda sulla gelosia verso il nuovo arrivato, che il 70 per cento dichiara di non provare. Poi certo, c’è un 55 per cento (soprattutto tra gli under 35) che considera il figlio come un possibile ostacolo per la coppia innamorata. Il figlio rappresenta un momento di transizione, molte coppie giovani entrano in crisi: la difficoltà c’è, sottolinea Brenot. Perché non è semplice passare da un’intensa intimità sessuale al nuovo equilibrio imposto dalla presenza e dalle richieste del piccolo, pur se desiderato.

Fedeltà

Gli uomini sono tendenzialmente infedeli

La fedeltà è un valore importante per l’80 per cento degli intervistati (che sale all’88 per i più giovani). Però bisogna leggere bene tutti i numeri. Ecco, per esempio, la domanda: avete già avuto una relazione extraconiugale? Risponde sì il 40 per cento (solo il 24 per cento delle giovani generazioni). Il che fa un po’ vacillare l’idea granitica di fedeltà come valore assoluto. In realtà, al netto di tutto, sembra trionfare la tolleranza: il 62 per cento dichiara che perdonerebbe la compagna in caso di tradimento, di più gli over 50 (76 per cento) che i giovani sotto i 35, decisamente più integralisti.

Fantasie

La fantasia erotica maschile per eccellenza è fare l’amore con due donne

Be’, qui nessuna sorpresa. È vero. Uno dei “fantasmi” sessuali maschili per eccellenza è il rapporto a tre, e il classico dei classici è: due donne e un uomo. Più in generale, il catalogo è ricco di varianti: due donne e due uomini, due uomini e una donna, fino all’ammucchiata. Altro must, gettonatissimo, quello dei rapporti anali, collegato, anche, a fantasie sadomaso. E poi le stranezze logistiche: «Fare l’amore su un’isola dell’Oceano Indiano» (esotico), «Fare l’amore sul tetto della mia macchina» (equilibrista), «Fare l’amore in un confessionale» (ecclesiastico). Molti fantasmi somigliano a desideri, piuttosto che a sogni: «Che la mia donna mi saltasse addosso per fare l’amore», «Che mia moglie si masturbasse davanti a me», «Che fosse pronta a fare qualunque cosa in qualunque posizione», «Mia moglie e sua sorella, tutte e due insieme». Ma c’è anche qualcuno che taglia corto: «I miei fantasmi io li ho già tutti realizzati».

fonte: http://www.elle.it/emozioni/sesso/news/a1206741/cosa-pensano-uomini-sesso-amore/

I VARI TIPI DI AMORE SECONDO I GRECI

Per parlare d’amore i greci usavano i seguenti termini:

1) Agape (αγάπη) è amore di ragione, incondizionato, oblativo, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: per esempio è il termine per indicare amore più usato nei Vangeli.

2) Philia (φιλία) è l’amore di affetto e piacere, di cui ci si aspetta un ritorno, ad esempio tra amici.

3) Eros (έρως) termine che definisce l’amore sessuale, ma non solo. Deriva da Ёραμαι” (eramai) che vuol dire “amare ardentemente”, “bramare”. Il termine Ёρος non si riferisce necessariamente a una persona. Per esempio, “Ёρος πόσιος καί εδήτυος” (eros pòsios kài edètuos) significa “desiderio di bere e di mangiare”, e non “amore passionale del mangiare”: il verbo Ёραμαι da cui deriva il termine Ёρος può anche riferirsi a enti astratti, come per esempio la brama di conoscere.

4) Anteros (αντέρως) quando l’amore è corrisposto, quando c’è un legame.

5) Himeros (Iμερος), “desiderio irrefrenabile”: la passione del momento, il desiderio fisico presente e immediato che chiede di essere soddisfatto.

6) Pothos (Πόθος), termine che è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo, alla base della nostra intenzionalità.

7) Stοrgé (στοργή): l’amore parentale-familiare, viene dal verbo Στέργω (stergo) che significa “amare teneramente” e viene usato soprattutto in riferimento all’amore filiale, è l’amore d’appartenenza, ad esempio tra parenti e consanguinei. Designa l’affetto naturale fra parenti intimi e specialmente fra i genitori e i loro figli, ma anche tra fratelli e sorelle.

8) Thélema (θέλημα) indica l’amore per quel che si fa, è il piacere di fare, il desiderio voler fare.

PROVATE A VEDERE NELLA VOSTRA RELAZIONE DI COPPIA QUALI DI QUESTI TIPI DI AMORE SONO PRESENTI

ASCOLTARE IL BAMBINO INTERIORE NELLA COPPIA

La scultura “Amore” dell’artista ucraino Alexandr Milov ben rappresenta il conflitto tra uomo e donna ed, allo stesso tempo, una possibile via d’uscita

Quante volte uomo e donna si danno le spalle nella relazione (come nella scultura) a sottolineare una difficoltà o incapacità reciproca a comunicare, a sintonizzarsi sull’altro.

Quale possibile via d’uscita da questa contrapposizione relazionale se non ascoltando la parte profonda di se stessi, quel bambino interiore (come nella scultura) che va al di là dei torti e delle ragioni ed ascolta il proprio cuore e quello dell’altro.

I bambini litigano spesso ma si riconciliano subito ed il litigio non crea mai distanza tra loro nel tempo

RIFLESSIONE DI GIBRAN SUL MATRIMONIO

SUL MATRIMONIO

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro ? E lui rispose dicendo: Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. E insieme nella silenziosa memoria di dio. Ma vi sia spazio nella vostra unione, E tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; Le colonne del tempio si ergono distanti, E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

NON PUOI ESSERE AMATA SE NON TI AMI TU PER PRIMA

– Ma tu mi ami? chiese Alice.
– No, non ti amo rispose il Bianconiglio.
– Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
– Ecco, vedi? – disse Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo”

Tratto da “Alice nel Paese delle meraviglie”

In questo significativo brano (tratto dal libro “Alice nel Paese delle meraviglie”) viene esplicitato perfettamente cosa significa e perché è importante amarsi per poter riuscire ad essere amati dall’altro.

Se si fa dipendere la propria autostima, il proprio valore, il meritare amore, dal partner, inevitabilmente ci si espone alle ferite che l’altro, consapevolmente o inconsapevolmente può infliggere.

Se, invece, ci si stima, ci si ama a prescindere dal partner, quest’ultimo può aggiungere valore ed amore, ma non può sottrarli, non può indebolirli.

Paradossalmente, possiamo aspettarci amore autentico dall’altro solo se l’altro percepisce che noi ci amiamo per prima.

Ed in maniera speculare, si è capaci di amore per l’altro solo se noi ci amiamo per prima. In questo caso “Se non mi amo, non ti amo”

LA DIFFERENZA TRA “TI AMO” E “TI VOGLIO BENE”

“Ti amo” – disse il piccolo principe.
“Anch’io ti voglio bene” – rispose la rosa.
“Ma non è la stessa cosa” – rispose lui.
“Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno; cercare negli altri cio’ che riempie le aspettative personali di affetto e di compagnia.

Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene; desiderare qualcosa per completarsi perché sentiamo che ci manca qualcosa e se non siamo ricambiati soffriamo.

Amare significa desiderare il meglio dell’altro. Permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro.
È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi… di offrirsi completamente dal profondo del cuore.
Per questo l’ amore non sarà mai fonte di sofferenza.

Amare è attribuire un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico e sapere che anche nel cuore dell’altro c’è posto per noi.
Dare amore non esaurisce la quantità, anzi l’aumenta e per ricambiare tutto questo amore bisogna aprirsi e lasciarsi amare”.

“Adesso ho capito” – rispose la rosa dopo una lunga pausa.
“Il meglio è viverlo” – le consigliò il piccolo principe.

(libero riadattamento di un passaggio del libro “Il piccolo principe” tratto dal web)

LE RADICI DELL’AMORE NELLA COPPIA

Personalmente e Professionalmente condivido appieno questo passaggio sull’amore e sul costruire una stabile relazione di coppia tratto dal bellissimo libro e poi film “Il mandolino del capitano Corelli”.

“L’amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa. E quando accade, bisogna prendere una decisione.
Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perché questo è l’amore.
Non è l’ardore, l’eccitazione, le imperiture promesse d’eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno. Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angoletto del tuo corpo.
No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità. Questo è semplicemente essere innamorati, una cosa che sa fare qualunque sciocco.
L’amore è ciò che resta quando l’innamoramento si è bruciato; ed è sia un’arte, sia un caso fortunato.
Tua madre ed io avevamo questa fortuna, avevamo radici che si protendevano sottoterra una verso l’altra, e quando tutti i bei fiori caddero dai rami, scoprimmo che eravamo un albero solo, non due.
Ma, a volte, i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate.”

STARE IN COPPIA E’ UN LAVORO

“Mio caro Friedrich, ho dovuto fare l’esperienza che non c’è davvero nulla di più arduo che amarsi. È un lavoro, un lavoro a giornata, Friedrich, a giornata. Com’è vero Dio, non c’è altro termine. Come se non bastasse, i giovani non sono assolutamente preparati a questa difficoltà dell’amore; di questa relazione estrema e complessa, le convenzioni hanno tentato di fare un rapporto facile e leggero, le hanno conferito l’apparenza di essere alla portata di tutti. Non è così. L’amore è una cosa difficile, più difficile di altre: negli altri conflitti, infatti, la natura stessa incita l’essere a raccogliersi, a concentrarsi con tutte le sue forze, mentre l’esaltazione dell’amore incita ad abbandonarsi completamente…
… Prendere l’amore sul serio, soffrirlo, impararlo come un lavoro: ecco ciò che è necessario ai giovani. La gente ha frainteso il posto dell’amore nella vita: ne ha fatto un gioco e un divertimento, perché scorgono nel gioco e nel divertimento una felicità maggiore che nel lavoro; ma non esiste felicità più grande del lavoro, e l’amore, per il fatto stesso di essere l’estrema felicità, non può essere altro che lavoro. Chi ama deve cercare di comportarsi come se fosse di fronte a un grande compito: sovente restare solo, rientrare in se stesso, concentrarsi, tenersi in pugno saldamente; deve lavorare deve diventare qualcosa”.
(Da una lettera del poeta Rainer Maria Rilke ad un giovane amico)