COME “TENERSI PER MANO” NELLE RELAZIONI

Una coppia di fidanzati stavano attraversando un ponte… 
Lui un po’ ansioso disse alla sua donna: “Amore, ti prego di tenere la mia mano così non cadi nel fiume”.
La donna gli rispose:”no amore tieni tu la mia mano”.
“qual è la differenza?”chiese lui perplesso.
“c’è una grande differenza, “rispose la donna.
“Se tengo io la tua mano e mi succede qualcosa, è probabile che allento la presa e cado giu’…ma se sei tu a tenermi la mano, io so per sicuro che qualunque cosa accada…tu non la lascerai mai…

(libero riadattamento da parte del Dottor Roberto Cavaliere di una storia sul web)

In questa significativa storia viene descritto come bisognerebbe tenere per mano la persona amata: non chiedendo all’altro di prendere la propria mano ma tenendo la sua.

Perchè potrebbe capitare che il partner abbia la tentazione di lasciare la mano, per varie ragioni, ma tenendo la sua mano lo si aiuta a trattenersi dall’andare via.

Questo non significa trattenere a tutti i costi chi vuole andare via, ma essere colui che “trattiene e contiene”  l’altro e/o la relazione nei momenti di crisi della vita di coppia.

In un percorso di Terapia di Coppia oltre ad invitare a riflettere sul racconto la coppia, la stessa può essere invitata ad effettuare come esercizio di coppia quello di tenersi per mano con relativo scambio di ruoli.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa) e possibilità di effettuare consulenza via Skype o telefoniche

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

COSA FA MATURARE LE RELAZIONI ?

Un giorno un contadino incontra Dio e gli dice: – Hai creato il mondo ma non sei un contadino, non conosci l’agricoltura. Hai ancora molto da imparare.

Dio gli chiese: – Qual è il tuo consiglio?

Il contadino: – Dammi un anno e lascia che le cose vadano come voglio e vedrai che la povertà non esisterà mai più.

Dio accettò. Naturalmente, l’agricoltore chiese il massimo: niente più tempeste né alcun pericolo per il grano. Il grano cresceva sano e abbondante e i contadini erano felici. Tutto sembrava perfetto.

Alla fine dell’anno, l’agricoltore rivede Dio e gli dice con orgoglio: – Hai visto quanto grano ? C’è abbastanza cibo per 10 anni senza dover più lavorare!

Tuttavia, una volta raccolto tutto il grano il contadino si rese conto che i chicchi erano tutti vuoti. Perplesso, chiese a Dio cosa fosse accaduto,

ed Egli rispose: – Hai deciso di eliminare tutti i conflitti e gli attriti, così il grano non ha potuto maturare. (Racconto buddista)

In questo significativo racconto buddista è contenuta una profonda verità per le relazioni in generale : eliminare del tutto la conflittualità, le difficoltà, le avversità nelle relazioni non aiuta quest’ultime ad evolversi e maturare con la deriva di arrivare a “relazioni vuote” come i chicchi di grano vuoti del racconto, anche se all’inizio le relazioni potrebbero avere la sensazione di essere perfette e felici.

Ben venga, allora, una giusta dose di conflitto, difficoltà ed avversione come elementi per permettere alle relazioni di diventare forti e mature.

In un percorso di Psicoterapia di Coppia è necessario lavorare su questa consapevolezza e la storia ben si presta a tale compito.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa) e possibilità di effettuare consulenze via Skype e telefoniche

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

UN ROMANZO PER IMPARARE AD ASCOLTARE NELLA COPPIA

“Ascoltate il matrimonio” di John Jay Osborn – Bollati Boringhieri

Un matrimonio nasce dall’amore, ma non solo: un matrimonio è fatto di soldi, di case, di impegni da incastrare, eventualmente di figli. Un matrimonio è pieno di milioni di parole che vengono dette e ripetute, e pochissime che vengono ascoltate davvero. John Jay Osborn lo sa bene, e dalla sua esperienza in terapia con la moglie nasce questo romanzo rapido e tagliente come un foglio di carta, e allo stesso tempo ricco di humour e dialoghi vivaci.
Tre personaggi, una stanza, una sedia apparentemente vuota: questo basta perché dalla pagina prenda vita una relazione complessa, densa di emozioni contraddittorie, e il lettore si senta invitato, a sua volta, a fare quello che in molte coppie difficilmente si è in grado di fare: ascoltare.
Sandy è una terapeuta fuori dall’ordinario: proprio durante la prima seduta, interviene nella contesa tra Gretchen e Steve, consigliando al marito di cedere alla moglie l’anticipo di 200.000 dollari della vendita della casa che hanno in comune; i due proprio litiganti non sono, altrimenti Steve non acconsentirebbe immediatamente a passare a Gretchen tutti quei soldi, allungandole addirittura l’assegno, e girandoglielo.
Un inizio del genere lascia ben sperare in una riconciliazione tra i due, ma la storia procede con Sandy che li convince a parlarsi, finalmente. Alla base di un matrimonio (forse) finito ci sono l’incapacità di parlare e di ascoltare, e il lettore può capirlo, se ha sperimentato almeno una volta nella vita la stessa rischiosa reticenza e la stessa pericolosa distrazione. Nello studio c’è anche una sedia verde, tappezzata, incongrua con il resto dell’arredamento moderno e lineare, a cui Sandy indirizza spesso dei commenti «fuori campo». La prima a scoprire a cosa serve è Gretchen, che da quel momento procede velocissima nella terapia, trascinandosi dietro il meno perspicace Steve.
C’è il lieto fine, ma quello che più piace è la leggerezza, o meglio, l’assenza di quella pesantezza ai confini con la tragedia che caratterizza le classiche narrazioni di terapia. È il sottile humour di Sandy, che commenta e racconta, a fare la differenza.

E’ POSSIBILE LEGGERE UN ANTEPRIMA DEL LIBRO AL SEGUENTE LINK
http://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F197740.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private in studio, telefoniche e via Skype tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

PERCHE’ FARE UN FIGLIO PER SALVARE UNA RELAZIONE NON FUNZIONA

Ogni coppia attraversa momenti difficili, critici, problematici che possono spaventare far temere che la relazione stessa può finire.

Se manca lacapacità di mettersi in discussione o di mettere in discussione la relazione stessa da parte di entrambi i membri o da parte di uno  di essi, ecco che si cerca d’individuare lasoluzione più facile, quasi una bacchetta magica che tutto risolve: facciamo un figlio. Ma fare un figlio non risolve niente . Vediamo perché:
– Sposta solo il problema nel tempo perché esaurita la fase della gravidanza e i primi anni di vita del bambino i problemi della coppia si ripresentano come prima se non addirittura accentuati.

– Quella di concepire un figlio potrebbe diventare unamodalità ricorrente di risoluzione dei problemi. Ci sono coppie che in ogni fase di critica della relazione concepiscono un figlio. Questo avveniva soprattutto nel passato.

– Fare un figlio al massimo può rafforzare il legame di coppia genitorialemanon quello di coppia coniugale che prescinde dalla presenza di figli.

– Se concepire un figlio è un desiderio solo di uno dei due componenti della coppia (di solito la donna) potrebbe legare l’altro a rimanere in coppia solo per unvincolo genitoriale e non coniugale.

– Ma la cosa più importante di tutti è che un figlio dovrebbe essere desiderato enon frutto di un momento di crisi della coppia. Col passare del tempo il figlio stesso potrebbe capire chela sua nascita doveva contribuire a salvare la coppiae non frutto di un amore. Si può immaginare come tale vissuto può avereripercussioni psicologiche sul bambino e poi sull’adulto che sarà.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private in studio, telefoniche e via Skype tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

COME CAPIRE SE E’ MEGLIO LASCIARE IL MARITO O RIPROVARCI

Decidere di lasciare il proprio compagno e di chiudere un matrimonio non è mai facile, come si deve fare per essere sicura di aver preso la decisione giusta?

Dilemma quasi shakespeariano quello di porsi la domanda : “Lascio o non lascio mio marito”. Conseguentemente la risposta richiede un attento e approfondito esame di riflessione. Proviamo a farlo.


–  Innanzitutto bisogna approfondire se le cause del malessere di coppia sono esclusivamente da attribuire al marito o anche al tipo di relazione instaurata o ancora a se stessi. Spesso si tende ad attribuire tutta la colpa del malessere individuale e di coppiaall’altro. Prendere consapevolezza delle reali cause del malessere è premessa necessaria di qualsiasi decisione.

–  In seguito bisogna chiedersi che cosa si è fatto per riprovare. Si è comunicato il proprio malessere? Se n’è discusso in coppia? Il proprio marito si è reso disponibile ad ascoltare e a condividere soluzioni? E’ stato esperito in maniera concreta il tentativo di riprovarci?

–  Non da meno è chiedersi se si provano ancora sentimenti per il proprio partner e di che tipo. Se l’amore dovesse essere completamente spento, non c’è tentativo che sia efficace per riprovare. Almeno che non si abbiano altre motivazioni per continuare a stare in coppia.

– Quarto e ultimo passaggio quello fondamentale: Ci riprovo o no con mio marito è solo la logica conclusione degli altri tre delineati. La decisione di separarsi è solo la conclusione di un processo e non un’azione fine a se stessa.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private in studio, telefoniche e via Skype tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

COMUNICAZIONE SIMMETRICA E COMPLEMENTARE NELLA RELAZIONE

Watzlawick, in Pragmatica della comunicazione umana, parla di relazioni simmetriche e complementari. Secondo quest’autore la comunicazione e, quindi, la relazione può essere basata sull’uguaglianza o sulla differenziazione. Nella relazione complementare i partecipanti al processo comunicativo assumono posizioni diverse definite one-up e one-down, che non hanno nessuna connotazione forte – debole, ma indicano semplicemente la posizione in cui si trovano i comunicanti. La relazione si interrompe nel momento in cui nelle relazioni simmetriche e complementari, si inseriscono messaggi di squalifica e disconferma. Infatti, la relazione simmetrica (comunicazione tra pari) è funzionale fino a quando ambedue i partecipanti confermano l’altro nella sua posizione. Al contrario, se si tende a sconfermare l’altro, ponendosi in posizione di superiorità , si arriva all’escalation simmetrica poiché l’altro tende a recriminare e a porsi in posizione ancora più avanzata. L’escalation simmetrica segue la legge del “tanto più tanto più” ovvero più tu mi sconfermi nella mia posizione tanto più io non riconosco la tua. La stessa cosa avviene nella complementarietà, se i due comunicanti vogliono assumere, ambedue, la posizione one-up poichè è più complicato che vogliano assumere, come si può facilmente intuire, la posizione one-down. La relazione, quindi, è funzionale quando avviene uno scambio tra pari o quando i partecipanti si scambiano o riconoscono le posizioni in maniera complementare.

IL RANCORE NELLA COPPIA

Si ha un solo motivo per provare rancore verso una persona e se ne hanno mille per amarla, eppure quante volte vince il rancore!
(Fabrizio Caramagna)

“Rancore” ha la stessa radice di “rancido”.
Perché più lo conservi più prendi un sapore e un odore disgustosi.
(Don Cristiano Mauri)

La parola  rancore proviene dal latino e significa rancido. E’ un sentimento d’astio covato a lungo e tenacemente nel cuore, per la propria origine mette in luce una caratteristica dei sentimenti come lui inespressi: vanno a male, inacidiscono, marciscono; diventano rancidi, appunto.

Il rancore è uno dei sentimenti negativi che maggiormente avvelena la vita di coppia.

E’ necessario che la coppia ne prenda consapevolezza quando è presente al suo interno. Dopo la presa di consapevolezza bisogna riconoscerne l’ambivalenza di fondo:

  • Una componente di aggressività per il mancato soddisfacimento dei bisogni individuali;
  • Richiesta di riconoscimento dei bisogni individuali al fine di riequilibrare il rapporto di coppia.

Entrambi i componenti della coppia debbono lavoarare terapeuticamente sulla consapevolezza ed il riconoscimento dei bisogni dell’altro e della sofferenza che proviene dalla mancata soddisfazione.

Gettando via le parti “rancide” si salvano le parti sane e se ne creano di nuove, altrimenti tutto diventa “rancido” rancore.

Chiarimento è la parola da opporre al Rancore e viene esplicitato bene nella seguente citazione: “In una seppur motivata ostilità non è proficuo il rancore nascosto, ma un aperto chiarimento; perché produce l’emozione necessaria a chiarire i fatti, separa il giusto da quello ingiusto, e fa vedere quello che c’è da vedere.” (Richard Wagner)

RIFLESSIONI SULLA VITA DI COPPIA

DI SEGUITO UNA SELEZIONE DI CITAZIONI SULLA VITA DI COPPIA, MOLTE DELLE QUALI IRONICHE E/O DIVERTENTI. SONO UTILI COME SPUNTI DI RIFLESSIONE

La coppia è una comunità i cui membri hanno perso la loro autonomia senza liberarsi della solitudine.
(Simone de Beauvoir)

A. e D. formavano una coppia dove ciascuno dei due, per stanchezza o per disperazione, aveva rinunciato all’amore dell’altro. Non si erano separati ricomponendo il loro amore a un livello meno elevato, nell’amore comune per i viaggi e i pezzi di antiquariato, legami certamente meno fragili e dolorosi che non l’infinita speranza dell’amore. Da allora, la vita li evitava come l’acqua di un torrente circonda senza ricoprirla una grossa pietra posta al suo centro.
(Christian Bobin)

L’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia.
(Barbara Alberti)

Maria non l’aveva mai amato, e lui non aveva mai amato lei, ma lui stava cercando una moglie e lei stava cercando qualcosa da fare: insomma, sembravano ben assortiti almeno quanto la maggior parte delle coppie.
(Jonathan Coe)

Le coppie si lasciano o restano insieme per motivi imperscrutabili, magari anche perché lo stesso uomo che così spesso ti esaspera, riesce comunque a farti ridere.
(Helena Janeczek)

Ci sono adulteri che giovano alla coppia più di qualunque fedeltà.
(Roberto Gervaso)

La coppia è per definizione un insieme di tre persone di cui una è momentaneamente assente.
(David Riondino)

La complicità in una coppia si conquista negli anni, quando per mandarsi a cagare basta un’occhiata.
(maxmangione, Twitter)

Una vera coppia non è fatta da un uomo e una donna che si sbaciucchiano, ma da un uomo e una donna che battibeccano.
(Tiziano Scarpa)

Mettiamoci d’accordo sul significato della parola “noi”, che per una donna significa “io e te”, per un uomo “io e i miei amici”.
(Geppi Cucciari)

Eravamo una coppia perfetta finché non ha saputo che “coppia” vuol dire due e non cinque o sei.
(Barbye_S_L, Twitter)

Tra la coppia e il raggruppamento esisterebbero soluzioni meno pericolose e addirittura più vantaggiose: per esempio il dignitoso triangolo e il riposante quadrato, che permetterebbe rapporti più equi di spazio, solitudine, libertà, solidarietà e compagnia.
(Natalia Aspesi)

Che cosa sono i problemi di coppia? Se ci sono problemi, non c’è coppia.
(Romain Gary)

La coppia vuol dire un uomo che vive una donna, una donna che vive un uomo.
(Romain Gary)

Due materassi singoli non fanno un matrimoniale e questo vale per un sacco di altre cose.
(biancanevermind, Twitter)

Due non è il doppio
ma il contrario di uno,
della sua solitudine.
Due è alleanza,
filo doppio che non è spezzato.
(Erri De Luca)

Mi piacevano quei due. Si amavano ed erano felici, ma avevano anche imparato a star da soli, come due barche a vela che, sebbene vibrino della stessa aria, procedono parallele e si si godono la loro linea di luce.
(Fabrizio Caramagna)

Uno spettacolo per gli dei la vita di due innamorati.
(Goethe)

Ho visto una coppia correre forte per non perdere l’autobus. Sarebbe stato più facile lasciarsi la mano ma loro volevano perderlo insieme.
(CeciliaSeppia, Twitter)

Ci vogliono due pietre focaie per accendere un fuoco.
(Louisa May Alcott)

La coppia felice che si riconosce nell’amore sfida l’universo e il tempo; è sufficiente a se stessa, realizza l’assoluto.
(Simone de Beauvoir)

Ho sempre pensato che una coppia non fosse l’unione di un uomo e una donna, ma di due persone felici.
(Comeprincipe, Twitter)

Una coppia non è un uomo più una donna: è una terza persona che formano insieme.
(Françoise Giroud)

Lui era la mia crema, e io ero il suo caffè – e quando ci mettevi assieme, era davvero qualcosa.
(Joséphine Baker)

– Mamma, perché quella coppia si stringe così forte?
– Succede a chi si trova quando ormai lo pensava impossibile, e non vuole più perdersi.
(Comeprincipe, Twitter)

Nell’aritmetica dell’amore, uno più uno è uguale a tutto, e due meno uno è uguale a niente.
(Mignon McLaughlin)

Appartenere a qualcuno significa entrare con la propria idea nell’idea di lui o di lei e farne un sospiro di felicità
(Alda Merini)

Tutti gli uomini sono bugiardi, incostanti, falsi, chiacchieroni,infantili, orgogliosi, vili, vigliacchi e sensuali, tutte le donne sono perfide, vanitose, artificiose, curiose e depravate, ma se c’è al mondo una cosa santa e sublime è l’unione di questi due esseri così imperfetti.
(Alfred de Musset)

Ogni coppia condivide un segreto, qualcosa di unico, di particolare. Se questo non c’è… allora non è una vera coppia.
(David Grossman)

La stabilità coniugale è ben prevista dalla formula: «frequenza del sesso meno frequenza dei litigi». Il risultato non deve essere un numero negativo.
(Daniel Kahneman)

Nel loro essere coppia, C. ed L. avevano scelto una cornice talmente bella, fatta di viaggi, pezzi di antiquariato, cene mondane e auto di lusso, che alla fine si erano dimenticati di riempirla dell’unica cosa che contava: l’amore.
(Fabrizio Caramagna)

L’uomo e la donna sono nati per amarsi, ma non per vivere insieme. Gli amanti celebri della storia hanno sempre vissuto separati.
(Noel Clarasó Daudí)

Anche la storia della prima coppia del mondo, Adamo ed Eva, ha a che fare con la separazione: in questo caso dal Paradiso Terrestre.
(Fragmentarius)

Non dimentichiamo che anche Romeo e Giulietta ogni tanto scoreggiavano e si grattavano il culo.
(Charles Simić)

La coppia giovane è una coppia che cerca di sbarazzarsi degli altri. La coppia vecchia è una coppia dove ognuno cerca di sopprimere il partner.
(Eric-Emmanuel Schmitt)

Non credo nei rapporti extraconiugali. Credo che le persone dovrebbero accoppiarsi a vita, come i piccioni e i cattolici.
(Woody Allen)

Chi condivide una vita a due nello stesso appartamento, sappia che presto l’unico trait d’union sarà l’amministratore dello stabile.
(Aldo Busi)

E’ solo un attimo o due nel corso della vita e tutto il resto è solo sopportarsi l’un l’altro con le proprie pazzie.
(David Grossman

Uniti o divisi, c’è sempre un prezzo da pagare. Quando sei in coppia e vivi l’amore, devi pagare un costo in schiavitù; quando sei solo e vivi la libertà, devi pagare un costo in solitudine. Hai solo l’imbarazzo della scelta. Ma può anche andare peggio: puoi essere in coppia e pagare un costo sia in schiavitù che in solitudine!
(Giobbe Covatta)

Prima regola: perché la coppia aperta funzioni, deve essere aperta solo da una parte: quella del marito! Perché se è “aperta” da tutte e due le parti c’è corrente d’aria.
(Dario Fo e Franca Rame)

Vista dal di fuori, una coppia, a letto, più gode, più fa ridere.
(Roberto Gervaso)

Una coppia ben assortita: l’uno finge di ignorare quello che l’altro finge di sapere.
(Jean Josipovici)

La donna con cui dormo ha capito che ognuno deve dormire dal suo lato. Che ci si può abbracciare prima, o quando ci svegliamo la mattina, ma quando si dorme bisogna stare ognuno per i fatti suoi. Dividendo il letto con la stessa meticolosità con cui si tracciava la linea di divisione del banco con il compagno di banco, a scuola.
(Francesco Piccolo)

L’uomo non è tormentato da ansietà più grande di quella di trovare rapidamente qualcuno a cui passare il grande dono della libertà con la quale la sventurata creatura è nata.
(Fëdor Dostoevskij)

Non c’è niente di più completo di una coppia che attraversa il tempo e accetta che la tenerezza invada la passione.
(Marc Levy)

È follia comune delle coppie felici non voler avere segreti per l’altro; ciò le porta a un mucchio di disillusioni.
(William Somerset Maugham)

Una coppia felice non è altro che il sodalizio tra due malati della stessa malattia.
(Gianni Monduzzi)

Quando una coppia fa l’amore, sono presenti almeno quattro persone: la coppia in questione e le due persone a cui stanno pensando.
(Sigmund Freud)

La femmina della mantide religiosa decapita il maschio durante l’accoppiamento e lo mangia.
Tutto sommato l’IKEA non è così male.
(p_episcopo, Twitter)

C’è una sola cosa peggiore di un matrimonio senza amore: uno in cui c’è amore, ma da una parte sola.
(Oscar Wilde)

Se avete paura della solitudine, non sposatevi
(Anton Cechov)

Io e mia moglie ci teniamo sempre per mano, altrimenti ci prendiamo a sberle.
(Danilo Arlenghi)

Twitter è quel posto dove gente con 6 matrimoni falliti e 9 metri di corna ti insegna cos’è l’amore e come si gestisce un rapporto di coppia
(Swanito75, Twitter)

La coppia è un sistema che trascende la somma dei singoli individui che la compongono: due innamorati sono capaci di cose che al singolo sembra impossibile anche solo immaginare. Ma perché la magia della matematica del cuore si realizzi bisogna che si alternino spazi di autonomia e momenti di condivisione.
(Willy Pasini)

Certe coppie, pur abitando sotto lo stesso tetto, vivono più lontani che se fossero migliaia di chilometri.
(Anonimo)

Non sono necessarie grandi distanze per separare una coppia. A volte bastano quei 14-15 cm di qualcun’altro.
(Ftzj, Twitter)

L’armonia di coppia si raggiunge con la pace dei sessi.
(Guido Rojetti)

Per mio marito, essere una coppia unita significa che io faccio i piatti e lui fa il tifo per me.
(Lafranci82, Twitter)

Non esiste la coppia perfetta. Nemmeno una copia.
(Guido Rojetti)

Se incontro per strada una coppia felice penso al momento in cui lei lo troverà a letto con un’altra perché sono un inguaribile romantico.
(albertosorge, Twitter)

Era cattolica osservante. Faceva coppia con uno. E amava il prossimo.
(Stellario Panariello)

Pessimismo è quella cosa che vedi una coppia che si bacia e ti chiedi dov’è che lei ha lasciato il fidanzato.
(Chinonmuore1, Twitter)

Lo psicologo di coppia è un correttore di nozze.
(AlexSetolosi, Twitter)

Il segreto della coppia perfetta? Somigliarsi nei pregi e differenziarsi nei difetti.
(Anonimo)

IL PRINCIPIO D’INDIFFERENZA NELLA COPPIA

Il principio d’indifferenza è stato elaborato dall’economista J.M.Keynes e può essere sintetizzato così: se non abbiamo valide ragioni per supporre che qualcosa sia vero o falso, possiamo assegnare pari probabilità ad entrambe . Questo principio ha trovato applicazione in diversi campi, oltre l’economia, la scienza, la statistica, la filosofia ed anche la psicologia.

Vediamo se è possibile applicarlo anche nel campo della coppia e/o delle relazioni.

Una persona non sa se credere o meno al proprio partner e non ha valide informazioni per propendere per un ipotesi o un altra. Può essere una promessa di matrimonio, una dichiarazione d’amore, il dichiarare di non aver tradito o qualsiasi altra problematica. Può essere vero quello che afferma; può essere falso. E’ identico al lancio di una monetina: le probabilità sono pari.

Ma quali sono le possibile conseguenze.

  • Supponiamo che accettiate per vero quanto vi viene dichiarato. Se l’altro è nel falso, non guadagnate nulla, ma se è nel vero godrete appieno della serenità e della felicità che derivano dall’aver dato fiducia.
  • Supponiamo che rigettiate quanto vi viene dichiarato. Se l’altra persona è nel falso non perdete nulla. Ma se l’altro è nel vero, avete perso una possibilità di essere sereni felici col vostro partner.

Ritengo che bisogna sempre valutare qual è la posta in gioco. Più essa è alta più vale la pena scommettere sul fatto che le dichiarazioni dell’altro siano veritiere.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

UN ROMANZO-SAGGIO COME AUTOTERAPIA DI COPPIA

Il libro “IL CORSO DELL’AMORE” di Alain De Botton è un libro che consigliamente vivamente di leggere perchè aiuta a riflettere seriamente e approfonditamente sul rapporto di coppia dopo che è passata la fase iniziale dell’innamoramento. Tende a smontare l’idea di amore romantico inteso come qualcosa di idilliaco e senza problemi ma lo restituisce nella sua dimensione di quotidianeità e concretezza. E’ forse la lettura di questo libro, se effettuata in due, può anche rappresentare un’auto-terapia di coppia.

Di seguito riporto la descrizione del retro copertina ed alcuni passaggi.

Descrizione
Rabih e Kirsten si conoscono, si innamorano, si sposano e hanno dei figli. Sembra la serena conclusione di una bella storia come tante, ma in realtà è solo l’inizio… Che cosa c’è dopo il classico “e vissero tutti felici e contenti”? L’evoluzione dell’amore, il percorso di crescita e maturazione compiuto da una coppia dopo la magica ebbrezza e la folle emozione dei primi incontri. Perchè l’amore non è una semplice esperienza, un sogno di passione, ma una competenza che possiamo e dobbiamo imparare. Divertente, saggia e commovente, una riflessione sui moderni rapporti di coppia, un racconto in cui ritrovare se stessi, i nostri limiti e la nostra grandezza nell’imparare e praticare la difficile ma meravigliosa arte dell’amore.

“Quando mettiamo il broncio, le motivazioni profonde sono uno spiazzante misto di rabbia intensa e di desiderio, ugualmente intenso, di non rivelare perché siamo arrabbiati. Chi si imbroncia, ha un disperato bisogno che l’altro capisca, eppure si rifiuta categoricamente di aiutarlo a capire. Il nocciolo dell’insulto, infatti, è proprio la necessità di spiegare: se il partner ha bisogno di spiegazioni, chiaramente non è degno di riceverne. Si aggiunga che è un onore se qualcuno ci tiene il broncio: significa che ci rispetta e ha abbastanza fiducia in noi da pensare che dovremmo capire al volo i motivi inespressi per cui si è offeso. È uno dei doni più strani dell’amore.”

“Le accuse che riversiamo sulla persona amata non hanno senso. Non oseremmo dire cose tanto ingiuste a nessun altro sulla faccia della terra. Ma i nostri feroci attacchi sono una singolare prova di intimità e di fiducia, un sintomo di amore, niente meno, e a modo loro una perversa manifestazione di dedizione. Una frase carina ed educata la sappiamo dire a qualunque estraneo, ma è solo in presenza di chi amiamo con tutto il cuore che possiamo osare un’irragionevolezza stravagante e sconfinata.”

“Bisogna trovare un sistema per adattarsi il più delicatamente e gentilmente possibile a vivere accanto a un’altra creatura imperfetta. Tutti, visti da vicino, hanno qualcosa che non va.”

CLICCANDO QUI SI POSSONO LEGGERE LE PAGINE INIZIALI DEL LIBRO

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)
possibilità di consulenze telefoniche e via Skype

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 o email:cavalierer@iltuopsicologo.it