TUMORE, COPPIA E SESSUALITA’

Per mettere i medici nella condizione di aiutare i pazienti oncologici con i problemi sessuali che quasi inevitabilmente il tumore e le terapie comportano, l’American Society of Clinical Oncology (Asco) ha stilato le proprie linee guida in merito. Pubblicate sul Journal of Clinical Oncology, le  raccomandazioni sono state elaborate da gruppi di esperti partendo da quelle già esistenti della Cancer Care Ontario (CCO) del 2016, sulla base di un’estesa analisi della letteratura di settore e sulle evidenze cliniche più solide. Le riportiamo di seguito.

1. Parlare dei possibili problemi sessuali da prima della terapia

Gli esperti dell’Asco consigliano agli oncologi di cominciare a parlare dei risvolti sulla vita sessuale al paziente già al momento della diagnosi, quindi indipendente dall’esistenza di un problema, per continuare poi il confronto per tutto il tempo delle cure e durante i follow-up. La discussione deve tenere conto del livello di scolarizzazione, della cultura e dei credi religiosi e dell’orientamento sessuale. Il partner del paziente può essere incluso nella discussione solo se è l’interessato a volerlo.

Il nuovo documento tocca i diversi aspetti della vita sessuale di un malato oncologico, tenendo conto, ovviamente, della differenza tra problematiche femminili e maschili. Per quanto riguarda le donne, in particolare, ci sono moltissime sfaccettature da tenere in considerazione in relazione alla tipologia di disturbo, al tipo di tumore e di terapie.

2. Contrastare il calo del desiderio

Per i disturbi del desiderio, dell’eccitazione e del raggiungimento dell’orgasmo gli esperti dell’Asco raccomandano ai colleghi di offrire in prima istanza alle pazienti una consulenza psicosociale e/o psicosessuale. Anche una stimolazione regolare (per esempio attraverso l’autoerotismo). Le terapie farmacologiche (per esempio con flibanserin, il cosiddetto “viagra rosa”) dovrebbero essere valutate attentamente, perché non esistono molti dati sul rapporto rischi/benefici in pazienti con una storia di cancro o che assumono una terapia di blocco ormonale in conseguenza di un tumore.

3. Lavorare sull’accettazione della propria immagine corporea

Sempre la terapia psicologica, anche di coppia quando è presente un partner e la paziente lo desidera, è la strada da seguire per affrontare i cambiamenti del corpo, che hanno un impatto sulla capacità di stringere relazioni affettive ed entrare in intimità con il partner. L’argomento dovrebbe essere discusso ancor prima dell’inizio delle terapie, proprio per avviare il percorso di accettazione di sé. Le donne con depressione o che hanno difficoltà ad accettare la propria immagine corporea prima del tumore sono particolarmente a rischio.

4. Trattare le disfunzioni sessuali

Il tumore e le terapie per curarlo possono provocare anche dei problemi strettamente fisici, che possono sfociare in incapacità di provare piacere durante il rapporto o, cosa non infrequente, di provare dolore. I medici dovrebbero fare uno screening dei pazienti per stabilire se esistono problematiche di questo tipo e offrire le possibili soluzioni, preferibilmente con l’aiuto di un ginecologo.

5. Trattare i disturbi vasomotori

Le terapie ormonali sistemiche sono le più efficaci per le donne con problematiche vasomotorie. Per chi ha un tumore al seno ormono-responsivo, però, sono controindicate. Le donne con un tumore al seno non ormono-sensibile, possono essere valutate per un bilancio di rischi e benefici dopo la menopausa. Se non controindicato, per le donne che hanno subito una isterectomia, la terapia con estrogeni (orale, cutanea o vaginale) è raccomandata. L’uso della terapia ormonale sistemica non è necessariamente controindicata in donne con altri tipi di tumori ormono-sensibili, come quello dell’endometrio e dell’ovaio. I medici dovrebbero discutere con le donne i diversi approcci, compresi quelli della medicina integrata, valuando rischi e benefici.

6. Trattare il dolore vaginale o vulvare

Per problemi di atrofia, come la secchezza vaginale e vulvare, i lubrificanti e gli idratanti vaginali (da applicare frequentemente, 3-5 volte la settimana) potrebbero essere provati come prima soluzione. Per chi non risponde a questi trattamenti o ha sintomi più severi, esistono prodotti con estrogeni a basso dosaggio, che devono però essere valutati con attenzione nelle donne che hanno avuto diagnosi di carcinoma mammario ormono-responsivo, discutendo con il medico rischi e benefici. Gli esperti dell’Asco sottolineano, però, che per diversi farmaci non esistono ancora solidi dati che possano permettere una seria valutazione e che le pazienti devono esserne messe al corrente.

Il vaginismo, cioè la contrazione involontaria dei muscoli della vagina durante un approccio sessuale, e la stenosi vaginale, ossia il restringimento o la perdita di flessibilità della vagina, sono altre problematiche frequenti in pazienti in cura per un tumore. Possono essere condizioni molto dolorose che possono essere attenuate attraverso esercizi di fisioterapia per il pavimento pelvico o dilatatori vaginali. Se necessario, riferiscono gli esperti dell’Asco, si può ricorrere a una terapia antidolorifica. L’anestetico locale lidocaina può essere considerato nei casi di dolore (dispareunia) persistente.

Fonte: Interventions to Address Sexual Problems in People With Cancer: American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline Adaptation of Cancer Care Ontario Guideline

TEST SULL’INTERAZIONE SESSUALE NELLA COPPIA

Come Test sull’interazione sessuale nella coppia propongo un riadattamento del Sexual Interaction Inventory – SII di Lo Piccolo e Steger (1974) che è senz’altro quello più diffuso in questo campo. Si tratta di un questionario di autovalutazione che permette di raccogliere informazioni sull’interazione sessuale all’interno di una coppia (originariamente proposto per la coppia eterosessuale, ma utilizzabile, con piccoli adattamenti, anche per la coppia omosessuale) attraverso una valutazione crociata delle risposte fornite separatamente dai due partner.

Il SII propone 17 comportamenti sessuali scelti tra quelli a maggiore frequenza (Tab. 1) e, per ogni comportamento, ciascun partner deve rispondere a sei diversi quesiti (Tab. 2).

L’elaborazione dei dati del test è complessa e rimando alla letteratura sul test chi volesse approfondirne lo studio o in alternativa alla discussione in terapia di coppia.

In questa sede propongo tale test come una cecklist descrittiva da usare come spunto di riflessione inidividuale ed interno alla coppia.

TAB. 1 – I 17 COMPORTAMENTI PRESI IN ESAME DALLA SII

  1. L’uomo guarda la partner che è nuda.
  2. La donna guarda il partner che è nudo.
  3. L’uomo e la donna si baciano ininterrottamente per un minuto.
  4. L’uomo accarezza il corpo della partner senza toccarle i seni o i genitali.
  5. La dona accarezza il corpo del partner senza toccargli i genitali.
  6. L’uomo accarezza i seni della partner con le mani.
  7. L’uomo accarezza i seni della partner con la bocca.
  8. L’uomo accarezza i genitali della partner con le mani.
  9. L’uomo accarezza i genitali della partner fino a che lei raggiunge l’orgasmo.
  10. La donna accarezza i genitali del partner con le mani.
  11. La donna accarezza i genitali del partner fino a che lui eiacula.
  12. L’uomo accarezza i genitali della partner con la bocca.
  13. L’uomo accarezza i genitali della partner con la bocca fino a che lei raggiunge l’orgasmo.
  14. La donna accarezza i genitali del partner con la bocca.
  15. La donna accarezza i genitali del partner con la bocca fino a che lui eiacula.
  16. L’uomo e la donna hanno un rapporto completo.
  17. L’uomo e la donna hanno un rapporto completo ed entrambi raggiungono l’orgasmo.

TAB. 2 – LE 6 DOMANDE ALLE QUALI DEVONO RISPONDERE I DUE MEMBRI DELLA COPPIA PER CIASCUNO DEI 17 COMPORTAMENTI PRESI IN ESAME DALLA SII

Per ciascuno dei 17 comportamenti elencati nella Tab. 13.II, entrambi i componenti della coppia devono fornire una risposta alle seguenti 6 domande:

Quando lei è coinvolto in una attività sessuale con il suo partner (intendendo per attività sessuale qualsiasi tipo di contatto fisico che lei o il suo partner considera sessuale), questo comportamento con quale frequenza:

Domanda 1: si verifica?

  • Mai
  • Raramente (10% delle volte)
  • Occasionalmente (25% delle volte)
  • Abbastanza spesso (50% delle volte)
  • Spesso (75% delle volte)
  • Sempre

 

Domanda 2: vorrebbe che si verificasse?

  • Mai
  • Raramente (10% delle volte)
  • Occasionalmente (25% delle volte)
  • Abbastanza spesso (50% delle volte)
  • Spesso (75% delle volte)
  • Sempre

Quanto piacevole è per lei questo comportamento? Secondo lei, il suo partner quanto trova piacevole questo comportamento?

Domanda 3: trovo questo comportamento:

  • Estremamente sgradevole
  • Moderatamente sgradevole
  • Lievemente sgradevole
  • Lievemente piacevole
  • Moderatamente piacevole
  • Estremamente piacevole

 

Domanda 4: penso che il mio partner trovi questo comportamento:

  • Estremamente sgradevole
  • Moderatamente sgradevole
  • Lievemente sgradevole
  • Lievemente piacevole
  • Moderatamente piacevole
  • Estremamente piacevole

Come vorrebbe reagire a questo comportamento? Come vorrebbe che reagisse il suo partner? (In altri termini, secondo lei, come dovrebbe essere idealmente questo comportamento per essere piacevole per lei e per il suo partner?)

Domanda 5: Mi piacerebbe trovare

  • Estremamente sgradevole
  • Moderatamente sgradevole
  • Lievemente sgradevole
  • Lievemente piacevole
  • Moderatamente piacevole
  • Estremamente piacevole

 

Domanda 6: Vorrei che il mio partner trovasse questo comportamento: questo comportamento:

  • Estremamente sgradevole
  • Moderatamente sgradevole
  • Lievemente sgradevole
  • Lievemente piacevole
  • Moderatamente piacevole
  • Estremamente piacevole