UN ESERCIZIO DI TERAPIA DI COPPIA: TEST SULLE ASPETTATIVE NELLA COPPIA

Molte delle incomprensioni nella coppia nascono da aspettative diverse dei partner su che cosa significhi amare. Spesso le stesse aspettative sono vaghe e non si riesce a concretizzarle su di un piano di realtà.

Il seguente test-esercizio serve per riportare tali aspettative sul piano dei comportamenti. Si parte dall’indicare quali sono i comportamenti che indicano la nostra aspettativa di amare ed essere amati.

Successivamente si individuano nella nostra cerchia di conoscenze dei comportamenti effettivi che indicano amore, a parer nostro.

Infine si indicano quelli che consideriamo effettivi comportamenti d’amore messi in atto da noi e dal nostro partner. In tutte e tre le fasi del test vanno individuati comportamenti specifici e non generici del tipo ‘è attento alle sue esigenze’ o ‘prova stima per lei’.

  • Individui cinque comportamenti specifici che lei ritiene debba mettere in atto per dimostrare amore all’altro.
  • Individui cinque comportamenti specifici che l’altro dovrebbe mettere in atto per dimostrarle amore.
  • Individui cinque comportamenti specifici che persone di sua conoscenze e del suo stesso sesso hanno messo in atto nei confronti del loro partner e che lei ritiene siano dimostrativi del loro amore.
  • Individui cinque comportamenti specifici che persone di sua conoscenze e del sesso opposto al suo hanno messo in atto nei confronti del loro partner e che lei ritiene siano dimostrativi del loro amore.
  • Individui cinque comportamenti specifici che lei ha messo in atto nei confronti del suo partner e che lei ritiene siano dimostrativi del suo amore.
  • Individui cinque comportamenti specifici che il suo partner ha messo in atto nei suoi confronti e che lei ritiene siano dimostrativi del suo amore.

Alla fine del test-esercizio avrà individuato circa 30 comportamenti specifici. Conteggi quanti di essi ricorrono più volte. Più è alto il numero di comportamenti simili che sono presenti nelle varie aree, maggiore è la probabilità che le sue aspettative siano chiare e concrete.

Inoltre varie sono le valutazioni da effettuare fra le varie aree ed i diversi sessi, ma tale analisi deve essere oggetto di approfondimento all’interno della coppia o con un terapeuta.

Infine, utile è far effettuare lo stesso test al proprio partner per individuare concordanze e discordanze ed avviare una riflessione all’interno della coppia.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

UN ESERCIZIO DI TERAPIA DI COPPIA: LA SCULTURA DI COPPIA

Tale esercizio di terapia di coppia è molto semplice ma allo stesso tempo si può rivelare molto efficace ed è una variante dell’esercizio del “disegno della coppia”

Il terapeuta invita a disegnare su un foglio di carta o su una lavagna, individualmente e senza che l’altro possa vedere, la “scultura” della propria coppia che ci s’immagina.

Effettuato ciò da entrambe le parti ci si discute in coppia dei disegni delle proprie sculture e successivamente si prova a creare insieme una “scultura di coppia” condivisa con conseguente confronto e riflessione finale.

UN ESERCIZIO DI TERAPIA DI COPPIA: LA TECNICA DELLA SEDIA VUOTA

La «tecnica della sedia vuota» o «calda» è stata ideata da Fritz Perls, fondatore della psicoterapia della Gestalt. Questa tecnica avviene in presenza dello psicoterapeuta che osserva il partner in questione per analizzare le sue problematiche e da dove esse nascono.

Come si svolge?

Si prendono due sedie e le si posizionano l’una di fronte all’altra. Seduti davanti a una sedia vuota, nel silenzio, si immagina quindi di avere davanti a sé il proprio partner a cui si racconta il proprio malessere, cosa piace e, soprattutto, non piace, della coppia. Dopo il monologo, ci si sposta sull’altra sedia e, calandosi nei panni del compagno/a ci si prova a dare una risposta. La tecnica della sedia vuota ha due benefici:

  1. permettere al paziente di liberare le sue emozioni attraverso il pianto e quindi abbassare le sue difese;
  2. permettere l’emergere di un evento negato.

TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI

Terapia di coppia per amanti è un romanzo di Diego De Silva, scritto e pubblicato nel 2015 in Italia da Einaudi

“Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell’amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l’incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale. Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un’immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all’amore e dargli mandato a cambiarci la vita.”

Di seguito riporto alcuni brani significativi tratti dal libro.

«C’è un momento, diciamo intorno al primo anniversario di una relazione clandestina, in cui pieghi la testa di lato, stringi gli occhi come cercassi qualcosa di minuscolo che si muove nell’aria, e vedi in filigrana il casino in cui ti trovi. Questo è amore, ti dici senza mezzi termini, altro che chiacchiere».

.”…La leggerezza dei primi mesi è incantevole. Tutto si semplifica…si tiene insieme e si coordina. Non vi sono incidenti né equivoci. La sua voce al telefono è un balsamo…..Fai l’amore con gioia mai provata..lo assali, lo sfiniti, lo mangi….Ti scopri bravissima amante…
Poi un giorno qualcosa si inceppa….il rapporto slegato e libero dalle costrizioni….a un tratto è una favola a cui hai solo finito di credere. …Inizi a pensare a lui ossessivamente.
….combatto ogni giorno con la mia dipendenza, m’illudo che prima o poi riuscirò a superarla …sono invischiata in questo amore doloroso e non ce la faccio più a reggere la doppia vita, perché alla fine è di questo che si tratta….
Neanche quando siamo insieme riesco ad essere felice…..quello che chiedo ai nostri incontri è di lenire questo stato di angoscia anche solo per qualche ora, trovare un po di distinzione, di pace. Paradossalmente dimenticare. Ecco: lo vedo per dimenticarlo. Per non pensare più a quanto mi complica la vita amarlo.”

“Insomma, non si può essere sempre felici. Qui e ora, voglio dire. Perché c’è anche il dopo, e non intendo il domani generico. Parlo di un dopo imminente, il dopo di quando hai fatto l’amore, e l’hai fatto benissimo, e quindi dovresti essere felice e desiderosa di alzarti, tornare alla tua vita, ricaricata e leggera, e invece resti sotto le lenzuola a guardare il soffitto con il dito in bocca a domandarti cosa stai facendo, mentre lui è già tutto bello pimpante che ha finito la sigaretta e non vede l’ora di infilarsi nella doccia, però intercetta il tuo incantamento e ti chiede cos’hai (non perché gli interessi ma perché sa che se fa finta d’ignorare la tua fissità gli metterai il muso appena torna dal bagno), così ti si avvicina e dopo aver seguito la linea del tuo sguardo che continua a puntare ossessivamente il soffitto ti domanda:
– Bello quell’intonaco, eh?”

Un ulteriore estratto dal libro: http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880622666PCA.pdf

SAPER DISINNESCARE IL CONFLITTO NELLA COPPIA

Riporto questo brano tratto dal film “Perfetti sconosciuti” come esempio di una modalità per disinnescare il conflitto nella coppia.

In poche parole: uno dei due deve fare un passo indietro. Ma stando attenti a non cadere nell’eccesso opposto: che sia sempre la stessa persona a fare un passo indietro. In quest’ultimo caso ci potremmo trovare di fonte ad un comportamento di dipendenza e sottomissione

“«Però una cosa importante l’ho imparata. »

«Cosa ? »

«Saper disinnescare. »

«Cioè ? »

«Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti. Io non voglio che finiamo come Barbie e Ken: tu tutta rifatta e io senza palle.»”

I VERI MOTIVI PER CUI SI RICHIEDE LA TERAPIA DI COPPIA

Un sondaggio condotto su 1.000 persone fidanzate, sposate e divorziate da parte della MidAmerica Nazarene University ha scoperto che le persone pensano che le coppie decidano di ricorrere ad un consulente matrimoniale per problemi su figli, lavoro, comunicazione, infedeltà, parenti acquisiti e modo di fare il genitore, in quest’ordine.

Ma i veri motivi per cui le coppie riferiscono di finire sul lettino sono la comunicazione, l’infedeltà, i soldi, i figli, l’essere genitori, i parenti acquisiti e il lavoro, in quest’ordine.

Il sondaggio ha anche scoperto che il 49% dei partecipanti è stato in terapia di coppia prima dei 30 anni; il dato però include la consulenza pre-matrimoniale richiesta da alcune religioni.

Ma le coppie vanno in terapia anche durante i passaggi difficili della via di coppia

Infatti, i terapisti americani McNulty e Runkel hanno accennato al fatto che le coppie cerchino consulenza matrimoniale anche durante le fasi di transizione della vita: le principali sono il matrimonio, la nascita di un figlio, il momento in cui i figli lasciano la casa e la pensione.

Quando le coppie diventano genitori, spesso lottano per trovare il tempo e l’energia l’uno per l’altro, ha detto McNulty. Poi quando i figli vanno via di casa, si rendono spesso conto di avere investito così tanto tempo per i figli da essersi “dimenticati come relazionarsi”.

Questi periodi di transizione sono il principale terreno fertile anche per l’infedeltà, ha aggiunto McNulty. I partner potrebbero iniziare ad allontanarsi permettendo ad altre persone di intromettersi (“I matrimoni muoiono spesso di freddo e non di caldo”, ha detto McNulty).

In definitiva il ruolo del terapista è quello di fare in modo che ogni partner si senta compreso, tanto dal terapista quanto dall’altro partner.

Runkel ha descritto così questo processo terapeutico: “Scopri chi sei veramente e mostralo nel modo più autentico possibile al tuo coniuge”, e fai in modo che lui faccia lo stesso. “Cosa ne deriverà? Beh, quello dipende da voi”.

UN ESERCIZIO DI TERAPIA DI COPPIA: IL GIOCO DELL’OCA

Scopo di questo ‘Gioco dell’Oca’ applicato al singolo o alla coppia è quello di fornire una lettura diversa, attraverso il gioco, di determinari eventi.

A livello individuale o di coppia, si scrivono o si raccontano verbalmente 10 eventi significativi della propria vita individuale o di coppia.

Attraverso l’uso delle carte del gioco dell’oca viene attribuito un simbolo ad ognuno dei 10 Eventi.

Il gioco può essere effettuato anche a ritroso, vale a dire si gioca effettivamente al gioco dell’oca ed ogni qualvolta col lancio del dado si capita su un simbolo lo si collega ad un determinato evento personale e di coppia vissuto.

I Simboli sono: oche,prigione,pozzo,hotel, Ponte, labirinto e morte.

OCHE Elementi vissuti dinamici e positivi

PRIGIONE Stagnazione, impossibilità di andare avanti. Luogo o evento difficile da superare. Oppure luogo dove si è protetti dai pericoli esterni. Può rappresentare periodo di solitudine e conoscenza interiore.

POZZO Discesa senza fondo, abisso della disperazione, Ma può diventare occasione di crescita per attingere nuova acqua.

HOTEL Oasi di riposo. Una vacanza magnifica. riflessione recupero delle forze.

PONTE È un elemento di collegamento, permette di superare un ostacolo. Può avere un prezzo da pagare

LABIRINTO Luogo sconosciuto: si deve esplorare a proprio rischio. Non si trova la “strada giusta”. Tuttavia se non si cade nel panico, si trova il coraggio di fare nuove scelte e scoprire l’inatteso.

MORTE E’ la fine definitiva di qualcosa ; brutta o bella. La morte è strettamente legata alla vita : si presenta per lasciare spazio alla nascita di cose nuove.

UN ESERCIZIO DI TERAPIA DI COPPIA: ABBRACCIARSI

Spesso nelle coppie in crisi si è persa la dimensione del contatto corporeo.

Per riprendere tale contatto bisogna riprendere ad abbracciarsi

All’inizio potrebbe sembrare una forzatura ed un esercizio del tutto innaturale, ma col tempo diventerà sempre piu’ naturale e spontaneo facilitando la ripresa di un’intimità fisica

Tale esercizio è ben delineato nel seguente video tratto dal film “Il matrimonio che vorrei”

LA PAUSA DI RIFLESSIONE, VANTAGGI E SVANTAGGI PER LA COPPIA IN CRISI

Alcune coppie scelgono di prendersi una pausa di riflessione, ma questa pratica è davvero utile o finisce per non essere poi così risolutiva?

Spesso nelle relazioni, qualsiasi tipo di relazioni, in un momento di crisi della relazione stessa uno dei due chiede una pausa di riflessione o entrambi la concordano insieme. Una prima distinzione è legata appunto se è richiesta solo da uno dei due o da entrambi.
– Se è richiesta da uno solo e l’altro la subisce questo, mette in vantaggio chi la richiede e in svantaggio l’altro che non sa che cosa aspettarsi dalla fine di questa pausa. Quest’ultimo potrebbe viverla come una spada di Damocle che pende sulla sua testa.

– Se è concordata da entrambi, è evidente che rappresenta un vantaggio per entrambi. In coppia bisognerebbe sempre cercare un accordo anche sulla pausa di riflessione.

La condizione più importante per valutare vantaggi e svantaggi di una pausa di riflessione è data dal come si vive questo periodo.

– Se la pausa di riflessione è vissuta in modo attivo, vale a dire che si riflette veramente sulla relazione stessa, sulle sue criticità, su come arrivare a un esito finale, allora è sicuramente un vantaggio averla effettuata. Potrebbe rappresentare un momento di crescita affettiva e relazionale per la coppia.

Se la pausa di riflessione è vissuta in modo passivo, vale a dire è un mero trascorrere del tempo, senza nessun tipo di riflessione, alla fine della stessa ci si ritroverà allo stesso punto di partenza e indubbiamente è stato uno svantaggio compierla. Non solo non ha risolto niente ma potrebbe contribuire ad accentuare le problematiche di coppia che ne sono state all’origine.

Quindi le due variabili dell’accordo della coppia sulla pausa stessa e le modalità di viverla rappresentano lo spartiacque fra vantaggi e svantaggi.

 

COME CAPIRE SE E’ MEGLIO LASCIARE IL MARITO O RIPROVARCI

Decidere di lasciare il proprio compagno e di chiudere un matrimonio non è mai facile, come si deve fare per essere sicura di aver preso la decisione giusta?

Dilemma quasi shakespeariano quello di porsi la domanda : “Lascio o non lascio mio marito”. Conseguentemente la risposta richiede un attento e approfondito esame di riflessione. Proviamo a farlo.

–  Innanzitutto bisogna approfondire se le cause del malessere di coppia sono esclusivamente da attribuire al marito o anche al tipo di relazione instaurata o ancora a se stessi. Spesso si tende ad attribuire tutta la colpa del malessere individuale e di coppia all’altro. Prendere consapevolezza delle reali cause del malessere è premessa necessaria di qualsiasi decisione.

–  In seguito bisogna chiedersi che cosa si è fatto per riprovare. Si è comunicato il proprio malessere? Se n’è discusso in coppia? Il proprio marito si è reso disponibile ad ascoltare e a condividere soluzioni? E’ stato esperito in maniera concreta il tentativo di riprovarci?

–  Non da meno è chiedersi se si provano ancora sentimenti per il proprio partner e di che tipo. Se l’amore dovesse essere completamente spento, non c’è tentativo che sia efficace per riprovare. Almeno che non si abbiano altre motivazioni per continuare a stare in coppia.

– Quarto e ultimo passaggio quello fondamentale: Ci riprovo o no con mio marito è solo la logica conclusione degli altri tre delineati. La decisione di separarsi è solo la conclusione di un processo e non un’azione fine a se stessa.

“Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto, dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male. Invece non succede: si arriva fino in fondo, si scola tutta la merda, anche quella che non vi spetta, che rigurgita dai tombini, quella dell’intero palazzo, dell’intera città, di tutte le coppie che si sono lasciate prima di voi, contemporaneamente a voi.

Tutte le coppie che si lasciano s’infilano nello stesso buco, ripetono lo stesso giro nel castello degli orrori. No,non bisognerebbe arrivare dove sono arrivati loro. Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio.” Margaret Mazzantini