DIFFERENZA TRA ATTACCAMENTO E AMORE NELLA COPPIA

E’importante fare chiarezza, nella coppia, se il legame e d’amore o attaccamento. Questo passaggio lo chiarisce bene.

“… Già nelle prime fasi della relazione, dunque, cominciate a ricevere segnali contrastanti: lui (o lei) chiama, ma quando ne ha voglia; mostra interesse per voi, ma vi fa capire che si sta ancora guardando intorno. Insomma, vi tiene sulle spine. Ogni volta che vi arrivano questi messaggi contraddittori, il vostro sistema di attaccamento si mette in moto e cominciate ad essere in ansia per la relazione.
Poi, però, arriva un complimento o un gesto romantico che vi fa battere il cuore a mille e allora vi dite che, dopo tutto, è ancora interessato/a a voi: siete al settimo cielo. Purtroppo questa sensazione di beatitudine non è destinata a durare. In breve tempo i messaggi positivi ritornano a mescolarsi a quelli ambigui e di nuovo vi ritrovate in balia di un turbine di emozioni. A questo punto vivete col fiato sospeso, anticipando col pensiero quel piccolo gesto, quella parola che vi rassicurerà.
Dopo aver vissuto per un po’ questa situazione, cominciate a fare una cosa molto interessante: cominciate a scambiare l’ansia, le preoccupazioni, l’ossessione e quei brevissimi momenti di gioia per amore. Ciò che state facendo in realtà è confondere la passione con un sistema di attaccamento in azione. Se la cosa va avanti da un po’, è come se vi programmaste per venire attratti proprio da quegli individui che hanno le minori probabilità di rendervi felici. Avere un sistema di attaccamento perennemente attivo è il contrario di ciò che la natura aveva in mente per noi in termini di amore gratificante. Come si è visto una delle scoperte più importanti di Bowlby e Ainsworth è che per crescere e prosperare come esseri umani abbiamo bisogno di una base sicura da cui trarre forza e conforto. Perché ciò accada, il sistema di attaccamento deve essere calmo e sentirsi al sicuro. Ricordate: un sistema in azione non vuol dire passione.
La prossima volta che uscite con qualcuno e vi trovate in preda ad ansie, insicurezze e ossessioni – per sentirvi poi una volta ogni tanto euforici – dite a voi stessi che probabilmente si tratta del sistema di attaccamento in azione e non di amore! Il vero amore da un punto di vista evolutivo, significa pace mentale. Il detto “le acque tranquille scorrono profonde” è un bel modo per descrivere la cosa”

LEVINE, A., HELLER, R. (2012), Dimmi come ami e ti dirò chi sei, TEA, Milano.

C’E’ AMORE ANCHE SENZA SESSO NELLA COPPIA

Sul quotidiano britannico The Guardian la scrittrice Olivia Fane, il cui ultimo libro si chiama “Possibly a Love Story”, afferma che il sesso non ha a che fare con l’amore e quindi tutte le ansie che attanagliano le coppie alle prese con la crisi della sessualità nel matrimonio non devono perdersi d’animo e concludere che è meglio lasciarsi. Ci si può amare anche se si è freddi sotto le lenzuola. “L’amore e l’erotismo sono due questioni molto diverse. Perciò, se volete un buon matrimonio dimenticate l’isteria del sesso. Semplicemente prendetevi cura del vostro partner, comunicate con lui, assicuratevi che stia bene e dategli ogni giorno un caldo abbraccio” suggerisce la Fane.

Nell’immaginario collettivo e culturale in cui siamo cresciuti, l’amore e il sesso sono due facce della stessa medaglia. Ma ormai da un po’ di anni le due dimensioni non sono così indissolubilmente legate e sono sempre più frequenti i casi in cui si fa sesso senza amarsi o al contrario ci si ama senza desiderarsi fisicamente.

Inoltre non è detto che se amiamo qualcuno lo desideriamo di più sessualmente, secondo la scrittrice Fane: “Il sesso” scrive “non è una questione che riguarda l’anima, ma il corpo e il minor o maggior desiderio sessuale è una questione ormonale.

La posizione della Fane, come tutte le posizioni un pò estreme sull’amore e sulla coppia, deve servire come spunto di riflessione sulla propria relazione e non come dogma su cui essere d’accordo o meno.

UNA FORMULA MATEMATICA PER STABILIRE SE E’ VERO AMORE

Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany, ha elaborato una formula che consente a chiunque di verificare se ciò che sentiamo per il partner è vero amore oppure no.

La formula è questa:

              1,7xA + 1,5xB + 1,5xC + 1,5xD + 1,3xE= Y

  • A è l’attrazione per il partner,
  • B il piacere psicologico della sua compagnia,
  • C il desiderio di intimità con lui/lei, D il bisogno di essere accettati dal partner,
  • E la paura di essere abbandonati da lui/lei.

A ognuna di queste variabili bisogna attribuire un valore da 1 a 10 e poi fare il calcolo.

Una volta eseguito il calcolo, si ottiene un numero Y.

Bisogna poi ripetere l’operazione pensando all’amico/a più caro/a.

Secondo Byrne, la relazione è tanto più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande (dev’essere almeno 15). Cioè, quanto più il partner è importante rispetto all’amicizia più cara.

I fattori di moltiplicazione (i numeri davanti alle variabili) permettono di mettere a confronto molte amicizie e amori.

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE LE DONNE DA VENERE

Di seguito brani tratti da “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere” di John Gray.

Il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo

Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di prevenire da pianeti diversi.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e per le altre significati opposti. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Quando un uomo sperimenta i suoi limiti, si sente spinto a dar di più.
John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Se una donna ha bisogno di tenerezza e dolcezza dal suo compagno e tende a dargliene a sua volta, sbaglia, perchè così facendo dà a lui ciò che vuole per se stessa….invece deve comprendere che l’uomo ragiona in maniera diversa da lei e mentre per lei la tenerezza è essenzale per lui lo sarebbe allo stesso modo l’apprezzamento o l’ammirazione per ciò che fa!

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Un rapporto di coppia è come un giardino, Per crescere rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente. Ha bisogno di cure particolari a seconda della stagione e del clima. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce. In modo analogo, per mantenere viva la magia dell’amore è necessario che ne comprendiamo le stagioni e dedichiamo cure adeguate alle speciali necessità dell’amore stesso.
John Gray, “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

Dal Libro:

“Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il giornale. E’ stressato a causa dei problemi irrisolti della giornata e trova sollievo nell’accantonarli.
Anche sua moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata pesante. Lei, tuttavia, aspira a trovare sollievo parlando dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione cresce fino a trasformarsi in risentimento.
Tom è segretamente convinto che Mary parli troppo, mentre sua moglie si sente ignorata. Se non arriveranno a capire le differenze esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.
E’ probabile che abbiate riconosciuto questa situazione, perché è solo una delle tante in cui si trovano in contrasto gli uomini (i “marziani”, secondo la definizione del Dr. John Gray, esperto della coppia ed autore del best seller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”) e le donne (le “venusiane”).
Una delle principali differenze esistenti tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress.
Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi e a concentrarsi sul problema, mentre le donne tendono a sentirsi sopraffatte ed emotivamente coinvolte. L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla.
Quando un uomo è turbato, non parla mai di ciò che lo preoccupa. A differenza delle donne, non accollerebbe mai ad un altro uomo il suo problema a meno che l’assistenza dell’amico non gli sia necessaria per risolverlo. Diventa invece estremamente silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per riflettere sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca della soluzione. Quando l’ha trovata, si sente molto sollevato, abbandona la caverna ed è pronto al dialogo con la sua donna.
Quando una donna è stressata, invece, trova sollievo nel rivolgersi a qualcuno di cui si fida, rendendolo partecipe del suo disagio e illustrandogli nei dettagli le difficoltà della giornata. Se si sentono sopraffatte dalle difficoltà, le donne traggono beneficio dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. E’ questa la loro natura.
L’incapacità di capire e accettare queste differenze crea nei nostri rapporti delle frizioni, che possono minare seriamente la stabilità del rapporto di coppia.
Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace di dare alla sua compagna l’attenzione che desidera. In quel momento egli pensa esclusivamente a risolvere – da solo – il suo problema. Per lei è difficile accettarlo perché non si rende conto del grado di stress a cui lui è sottoposto. Se alla sera il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe a mostrarsi più comprensiva, ma lui rimane chiuso in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata. Capisce che il suo compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui non le voglia bene perché non le parla.
Allo stesso modo, spesso anche l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna di fronte allo stress. Pertanto, quando la donna vuole sfogarsi parlando dei suoi problemi, egli pone resistenza, dà per scontato che lei lo ritenga responsabile delle sue difficoltà. Maggiori sono i problemi, più – indirettamente – egli si sente rimproverato. Non capisce che lei trova semplicemente sollievo nel parlarne. Non sa che gli basterebbe ascoltarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.
Ma allora le divergenze rendono impossibile un rapporto sereno e duraturo? Affatto. Le differenze non dividono, se alla base del rapporto c’è la consapevolezza. Comprendendo le dinamiche che regolano le relazioni tra uomini e donne, entrambi i sessi riusciranno a vedere il mondo con gli occhi dell’altro e – piuttosto che aggravare una ipotetica situazione di stress – saranno complici dell’altro nella sua risoluzione, con forti ripercussioni positive sul benessere e sulla serenità della vita di coppia!

COSA PENSANO REALMENTE GLI UOMINI DEL SESSO E DELL’AMORE

Un libro uscito di recente in Francia mette in dubbio le idee prevalenti che si hanno sul rapporto che gli uomini hanno col sesso e con l’amore . Si intitola Les hommes, le sexe et l’amour (Les Arènes) e l’ha scritto Philippe Brenot, psichiatra, antropologo e sessuologo all’Università Paris-Descart, che nel volume rivela i dati dell’inchiesta da lui condotta su 2153 uomini eterosessuali che vivono in coppia (età media 43 anni) e che hanno risposto a un questionario di un centinaio di domande.  I risultati dell’inchiesta francese, spaziano dalla percezione dell’aspetto del proprio pene (considerato «bello» dal 71 per cento degli intervistati) alle posizioni preferite, andando a caccia dell’ «uomo nuovo»– profondamente evoluto nel corso degli ultimi decenni – di cui parla Brenot. Mettendo a confronto l’idea comune – ciò che siamo abituate a pensare – e i segnali della metamorfosi del maschile ancora in corso. Con qualche sorpresa. E diverse conferme.

Comunicare

Gli uomini non parlano volentieri della propria intimità

Poiché il libro, e l’inchiesta, nascono proprio per far parlare gli uomini – che hanno tutti partecipato e risposto senza problemi – il cliché è presto smontato. È vero e rimane vero che per un uomo il sesso è qualcosa che si fa, non che si dice. Però il 70 per cento – e sale al 78 tra i più giovani – dichiara di aver parlato dei propri desideri e aspettative sessuali con la partner.

Ora. La questione riguarda semmai l’ascolto, il parlare insieme, e dunque il comprendersi davvero. La difficoltà più grande è capire le aspettative sessuali della compagna (risposte frequenti: «Non lo so»; «Non ne ho la minima idea»; «Lei non me ne parla»; «Mistero!»). E l’unica certezza che sembrano avere gli uomini, quello che davvero credono di aver capito bene, è che le donne hanno soprattutto grandi aspettative sentimentali piuttosto che sessuali, quindi cercano dolcezza, complicità, attenzioni, cura, protezione, romanticismo. E se la tenerezza è drammaticamente antitetica al sesso per molti maschi, qualcuno più sgamato – o evoluto, o fortunato, perché dipende anche dalla compagna, sottolinea Brenot – ha invece scoperto che la dolcezza è la via maestra verso il sesso, e racconta le aspettative della partner in un modo non tanto diverso dalle proprie: rapporti a tre o più persone, rapporti anali, rapporti orali, giochi di dominazione e via così.

Sesso VS. amore

Per gli uomini il sesso e l’amore sono due cose diverse

Sorpresa vera. Il più grande totem riguardante la sessualità maschile sembra vacillare. Il 92 per cento dichiara di essere innamorato della propria compagna, non solo: il 52 per cento afferma che sesso e amore sono legati. E il 54 per cento degli intervistati segnala la coppia come primo valore nella propria vita, davanti alla famiglia (31 per cento), al lavoro (11 per cento) e alle passioni personali, con un’inversione completa delle priorità rispetto a 50 anni fa. La penetrazione? È variamente descritta come fusione, comunione, unione,sentimento di simbiosi con la partner, vicinanza cerebrale, la sensazione di donare tutto e tutto ricevere, appartenenza, completezza. E un rapporto sessuale davvero riuscito è «un momento di intimità condivisa» per il 60 per cento degli uomini.

Masturbazione

La masturbazione è una faccenda per ragazzini e, in età adulta, serve a compensare una mancanza

Allora, una volta per tutte: gli uomini adulti, con una stabile vita di coppia, si masturbano. Questa la verità. L’87 per cento degli intervistati dichiara di masturbarsi, la metà di loro almeno due volte a settimana. Lo fanno soprattutto a letto, sotto la doccia, in bagno. E sul divano del salotto (la notte, davanti alla tivù). È una faccenda veloce: dura dai due ai cinque minuti. Supporto d’elezione le immagini pornografiche (l’80 per cento si dichiara interessato e stimolato dalla pornografia) recuperate attraverso Internet – dal sesso di gruppo alla sodomia, all’amore lesbico – mentre una minoranza utilizza l’immaginazione, i ricordi, i fantasmi personali («Mi immagino con una certa collega di lavoro») o anche con la propria donna («Immagino cosa potrei fare con lei»). Per la metà degli uomini la masturbazione è un ansiolitico. Punto. Un sistema per rilassarsi. Poi è un piacere (40 per cento): personale, facile. Solo per il 10 per cento è un sostituto del coito. Per moltissimi, invece, è oltretutto un modo per ritardare l’eiaculazione nel rapporto sessuale. Il 50 per cento dichiara di essersi masturbato davanti alla compagna, che invece risulta molto più restia a fare lo stesso.

Preliminari

Gli uomini vanno subito al sodo

Se c’è un’idea che il femminismo è riuscito a far passare è che i preliminari siano fondamentali. Fiumi d’inchiostro versati per decenni sull’importanza, per le donne, dei giochi sessuali preparatori prima del coito hanno realmente cambiato i comportamenti. E il 56 per cento degli intervistati ammette di metterli in pratica proprio per la donna, piuttosto che per sé. Anche se i più giovani, questo il dato rileante, li considerano un momento importante di eccitazione reciproca («Sono un momento nostro»; «Non è che “servono”, fanno parte del gioco del desiderio e del piacere»). Qualcuno si spinge addirittura oltre, parlando di preliminari non strettamente sessuali ma psicologici, d’atmosfera («I preliminari cominciano a cena, con uno sguardo, una carezza»). Altri, pochi per fortuna, scelgono la pessima metafora automobilistica («Servono a far scaldare la macchina»). Il dato serio è che il 57 per cento teme di deludere sessualmente la partner. Da leggere, variamente, come segnale di una maggior libertà e consapevolezza femminile in campo sessuale, nonché come prova della famosa “ansia da prestazione” maschile, alimentata anche, dice Brenot, “dalla tirannia mediatica dell’orgasmo”.

Insoddisfazione

Gli uomini hanno più bisogno di sesso delle donne

Terreno minato. Su questa faccenda degli uomini che hanno più bisogno (bisogno, non desiderio) e dunque sono in qualche misura autorizzati a sbottonarsi continuamente i pantaloni si consumano molti orribili malintesi, l’affaire Strauss-Kahn insegna. Tant’è: il 63 per cento degli intervistati dichiara insufficiente la frequenza dei rapporti sessuali nella coppia (che è di circa 8 volte al mese). In più, il 38 per cento non si sente libero di fare ciò che desidera con la sua compagna, il 70 per cento ha la sensazione di prendere sempre lui l’iniziativa e l’84 per cento dichiara di sentire una generica mancanza.

Posizioni preferite: al primo posto quella da dietro, all’ultimo quella tradizionale del missionario. La situazione si inverte, quasi comicamente, al momento di indicare la posizione realizzata nell’ultimo rapporto, dove svetta su tutte la missionaria. Leggere il dato di questa insoddisfazione maschile è complicato. Sicuramente c’è di positivo la novità del rispetto dei tempi e della disponibilità femminile. Ma d’altro canto, segnala Brenot, attenzione: la percezione di una frequen za sessuale insufficiente è inquinata dall’idea terroristica e stereotipata di un uomo che “deve” desiderare continuamente ed essere sessualmente iper-attivo.

Orgasmo

Il piacere degli uomini è semplice e quasi automatico

Orgasmo maschile, questo sconosciuto. Non ne sappiamo molto, dice Brenot, anche perché gli uomini ne parlano poco. Il piacere maschile è diviso in quattro tempi, ed è descritto da tutti con le medesime parole. La prima fase è quella dell’eccitazione, con calore, tremore, brividi, formicolio, spasmi, aumento della frequenza cardiaca. Seconda fase: l’esplosione, corrispondente al piacere vero e proprio. Terza: la piccola morte, un periodo in cui la sen-sazione è di perdere coscienza, di uscire dal corpo. Quarta: il rilassamento, totale, assoluto. Ma c’è una sorpresa. Il 31 per cento dichiara di non avere orgasmi a tutti i rapporti.

Colpevole principale un eccesso di controllo dell’eiaculazione, in virtù dell’idea, ancora una volta, di performance sessuale, di sessualità ideale e idealizzata.

Bellezza femminile

Gli uomini desiderano solo donne belle e giovani

La vista è il principale supporto maschile per l’eccitazione. Un bel corpoun viso armonioso sono segnali che risvegliano il desiderio maschile. Come dire: inutile girarci intorno, qui non ci piove. Il 58 per cento pensa che per desiderare una donna il fatto che sia bella è importante. Però un bel 40 dichiara ch ela bellezza forse conta, ma poco o addirittura pochissimo a confronto dei sentimenti e della personalità. E, contro ogni aspettativa, addirittura il 60 per cento afferma che il fatto di vedere invecchiare la propria compagna non ha (o non avrà, per i più giovani) alcuna ripercussione sul desiderio. Ancora, un significativo 40 per cento dice che l’eventuale aumento di peso della partner non inciderà sull’interesse per lei. Se ci mettiamo pure che solo il 47 per cento ritiene importanti gli abiti, l’eleganza e la biancheria intima (il che vuol dire che a più della metà non importa assolutamente nulla), molte delle convinzioni femminili circa la seduttività e il desiderio si incrinano. Insomma, stiamo tutto il tempo a cercare di essere ossessivamente magre e giovani, spendendo capitali in vestiti e lingerie. E loro sembrano (sembrano?) invece mostrare una sorprendente indipendenza di pensiero. L’ennesima prova – sottolinea Brenot – che uomini e donne non parlano della stessa cosa quando usano la parola “desiderio”.

Potere

L’uomo ha una posizione dominante nella coppia

La domanda del questionario è precisa. Temete le reazioni della vostra compagna? Sì, risponde il 46 per cento, qualche volta, ammette il 52. Il segnale sembra chiaro: il rapporto di forza tra uomini e donne all’interno della relazione è mutato, soprattutto dopo gli anni ’80, e soprattutto tra i più giovani. Questo non toglie che molti uomini tra le mura domestiche siano ancora violenti e maschilisti. Però la tendenza contraria si intravede. Portandosi dietro la comparsa di nuovi problemi: la perdita di mascolinità, che alle donne non piace. E la quadratura del cerchio con la quale i poveri maschi contemporanei si stanno ancoravanamente misurando: essere teneri e solidi allo stesso tempo. Confortante – sempre che non si tratti di semplice conformismo a un’idea di socialmente corretto – l’80 per cento, che dichiara ininfluente il fatto che la compagna abbia uno status sociale o professionale superiore al proprio.

Paternità

La gravidanza della compagna e l’arrivo di un figlio modificano il desiderio dell’uomo

Non è vero. Ecco i numeri: 53 per cento gli uomini che non hanno subito nessuna modificazione del desiderio durante la gravidanza della compagna, 70 per cento quelli che sessualmente, non hanno fatto una piega una volta che lei è diventata madre. Il divario tra i due dati dipende dall’ingombro del pancione, che può oggettivamente limitare o cambiare le abitudini intime e sessuali. Insomma, la madre resta una donna, e la tradizionale dicotomia “mamma”/”puttana” è ormai roba vecchia. Grandi numeri anche per la domanda sulla gelosia verso il nuovo arrivato, che il 70 per cento dichiara di non provare. Poi certo, c’è un 55 per cento (soprattutto tra gli under 35) che considera il figlio come un possibile ostacolo per la coppia innamorata. Il figlio rappresenta un momento di transizione, molte coppie giovani entrano in crisi: la difficoltà c’è, sottolinea Brenot. Perché non è semplice passare da un’intensa intimità sessuale al nuovo equilibrio imposto dalla presenza e dalle richieste del piccolo, pur se desiderato.

Fedeltà

Gli uomini sono tendenzialmente infedeli

La fedeltà è un valore importante per l’80 per cento degli intervistati (che sale all’88 per i più giovani). Però bisogna leggere bene tutti i numeri. Ecco, per esempio, la domanda: avete già avuto una relazione extraconiugale? Risponde sì il 40 per cento (solo il 24 per cento delle giovani generazioni). Il che fa un po’ vacillare l’idea granitica di fedeltà come valore assoluto. In realtà, al netto di tutto, sembra trionfare la tolleranza: il 62 per cento dichiara che perdonerebbe la compagna in caso di tradimento, di più gli over 50 (76 per cento) che i giovani sotto i 35, decisamente più integralisti.

Fantasie

La fantasia erotica maschile per eccellenza è fare l’amore con due donne

Be’, qui nessuna sorpresa. È vero. Uno dei “fantasmi” sessuali maschili per eccellenza è il rapporto a tre, e il classico dei classici è: due donne e un uomo. Più in generale, il catalogo è ricco di varianti: due donne e due uomini, due uomini e una donna, fino all’ammucchiata. Altro must, gettonatissimo, quello dei rapporti anali, collegato, anche, a fantasie sadomaso. E poi le stranezze logistiche: «Fare l’amore su un’isola dell’Oceano Indiano» (esotico), «Fare l’amore sul tetto della mia macchina» (equilibrista), «Fare l’amore in un confessionale» (ecclesiastico). Molti fantasmi somigliano a desideri, piuttosto che a sogni: «Che la mia donna mi saltasse addosso per fare l’amore», «Che mia moglie si masturbasse davanti a me», «Che fosse pronta a fare qualunque cosa in qualunque posizione», «Mia moglie e sua sorella, tutte e due insieme». Ma c’è anche qualcuno che taglia corto: «I miei fantasmi io li ho già tutti realizzati».

fonte: http://www.elle.it/emozioni/sesso/news/a1206741/cosa-pensano-uomini-sesso-amore/

I VARI TIPI DI AMORE SECONDO I GRECI

Per parlare d’amore i greci usavano i seguenti termini:

1) Agape (αγάπη) è amore di ragione, incondizionato, oblativo, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: per esempio è il termine per indicare amore più usato nei Vangeli.

2) Philia (φιλία) è l’amore di affetto e piacere, di cui ci si aspetta un ritorno, ad esempio tra amici.

3) Eros (έρως) termine che definisce l’amore sessuale, ma non solo. Deriva da Ёραμαι” (eramai) che vuol dire “amare ardentemente”, “bramare”. Il termine Ёρος non si riferisce necessariamente a una persona. Per esempio, “Ёρος πόσιος καί εδήτυος” (eros pòsios kài edètuos) significa “desiderio di bere e di mangiare”, e non “amore passionale del mangiare”: il verbo Ёραμαι da cui deriva il termine Ёρος può anche riferirsi a enti astratti, come per esempio la brama di conoscere.

4) Anteros (αντέρως) quando l’amore è corrisposto, quando c’è un legame.

5) Himeros (Iμερος), “desiderio irrefrenabile”: la passione del momento, il desiderio fisico presente e immediato che chiede di essere soddisfatto.

6) Pothos (Πόθος), termine che è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo, alla base della nostra intenzionalità.

7) Stοrgé (στοργή): l’amore parentale-familiare, viene dal verbo Στέργω (stergo) che significa “amare teneramente” e viene usato soprattutto in riferimento all’amore filiale, è l’amore d’appartenenza, ad esempio tra parenti e consanguinei. Designa l’affetto naturale fra parenti intimi e specialmente fra i genitori e i loro figli, ma anche tra fratelli e sorelle.

8) Thélema (θέλημα) indica l’amore per quel che si fa, è il piacere di fare, il desiderio voler fare.

PROVATE A VEDERE NELLA VOSTRA RELAZIONE DI COPPIA QUALI DI QUESTI TIPI DI AMORE SONO PRESENTI