Una Canzone ironica sui Rapporti di Coppia

Elio e le Storie Tese “Cara ti amo (risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)”

Lui : Eravamo fidanzati, poooooi, tu mi hai lasciato, senza addurre motivazioni plausibili…
Lei: Noo…o….oooh..on e’ vero, tu non capisci l’universo femminile, la mia spiccata sensibilita’ , si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista…
…ciononostante…
Lui: Cara ti amo .
Lei: Mi sento confusa.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Devo stare un po’ da sola.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Esco appena da una storia di tre anni con un tipo.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Non mi voglio sentire legata.
Lui: Cara ti amooooo !
(musichetta…) (il momento dello humor ci vuole)
Lui: Rimani in casa.
Lei: Voglio essere libera.
Lui: Esci pure con chi ti pare.
Lei: Non ti interessi mai di quello che faccio
Lui: Vorrei palparti le tette.
Lei: Porco !
Lui: Mai ti toccherei neanche con un fiore.
Lei: Finocchio !
Lui: Mi drogo, bestemmio, picchio i bambini e non ti cago.
Lei: Ti amo !
Lui: Mi faccio il culo quattordici ore di seguito per mantenerti e ti cago.
Lei: Ti lascio per un tossicomane che non fa un cazzo tutto il giorno, che bestemmia e picchia i bambini.
Lui: Mi metto il goldone …
Lei: Ho un desiderio di maternita’ .
Lui: Ho un desiderio di paternita’ .
Lei: Mettiti il goldone.
Lui: Cara ti amo.
Lei: Mi sento confusa.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Devo stare un po’ da sola.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Esco da una storia di tre anni con un tipo.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Non mi voglio sentire legata.
Lui: Cara ti amooooo !
(…giovani comici…)
lui: Rimango in casa.
Lei: Mi opprimi.
Lui: Esco.
Lei: Questa casa non e’ un albergo.
Lui: Ti passo un cubetto di ghiaccio intinto nel Cointreau sulla pancia dopo di che ti scopo bendata.
Lei: Non sono una troia.
Lui: Allora in posizione canonica io sopra tu sotto?
Lei: Che palle !
Lui: Disse la vacca al mulo…
Lei: Oggi ti puzza il culo !
Lui: Disse il mulo alla vacca…
Lei: Ho appena fatto la cacca…
Lui: Cara ti amo.
Lei: Mi sento confusa.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Devo stare un po’ da sola.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Brrr.. esco da una storia di tre anni con un tipo.
Lui: Cara ti amo !
Lei: Non mi voglio sentire legata.
Lui: Cara ti amooooo!
(…harg harg harg…)
Lui: Ed ora uniamo i nostri corpi nell’estasi suprema che e’ propria dell’idillio dell’amore.
Lei: No, perche’ quando avevo 13 anni mio cugino me l ‘ ha fatto vedere e da allora sono traumatizzata pero’ possiamo restare abbracciati tutta la notte senza fare niente, sara’ bellissimo lo stesso…
Lui: (te lo tronco nel culo)
Lei: (dai sii serio)
Lui: Usciresti con me domani sera.
Lei: Sono stanca forse ho gia’ un’ altro impegno.
lui: Beh, poco male cosi’ vedo i miei amici.
Lei: Sono libera.
Lui: Mettiamola sul sesso.
Lei: Ho bisogno d’affetto.
Lui: Mettiamola sull’affetto.
Lei: Chiaviamo.
Lui: Io sono come sono.
Lei: Cerca di cambiare.
Lui: Sono cambiato.
Lei: Non sei piu’ quello di una volta.
Lui: Tu mi appartienti.
Lei: L’ utero e’ mio !
Lui: Eccoti i soldi per la pelliccia.
Lei: Eccoti l ‘ utero !
Evviva l ‘ amoreeeee !!!

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa). Possibilità anche di effettuare consulenze via Skype o telefoniche

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

Serve parità nel dare e nel prendere nella Coppia

Chi prende, è umile. Deve farsi da parte e lasciare andare un po’ di energia. Solo allora l’altro gli può dare, non prima. Egli tuttavia riceve anche della forza, e in parte la ricambia. Ciò da un lato è un comportamento umile, eppure permette di rimanere sempre sullo stesso piano dell’altro.

Nella relazione di coppia l’uomo ha qualcosa che manca alla donna e la donna ha qualcosa che manca all’uomo. Sono alla pari sia nella loro capacità di dare sia nel loro bisogno di ricevere. A questo livello sono totalmente alla pari. Come la parità a questo livello è stabilita in modo ben preciso, così deve valere anche ad altri livelli.

Non appena, in una relazione uno dà più dell’altro e uno prende più dell’altro, le cose non funzionano. Nella terapia della coppia il primo passo è quello di trovare chi dà di più o chi prende di più, e poi riequilibrare il dare e il prendere. In questo caso ognuno sa immediatamente se dà di più o se prende di più.
Bert Hellinger, Ordini dell’amore

Dott. Roberto Cavaliere

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“Desiderare” di dormire insieme nella coppia

“Fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica a una quantità infinità di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un’unica donna)” Milan Kundera

Il desiderio di dormire insieme dovrebbe essere una costante per tutta la durata della vita di una coppia.

Sottolineo “desiderio” e non “obbligo o abitudine”. Il letto dove dormire insieme è lo spazio di coppia dove si condivide la maggior parte del tempo anche se semplicemente per dormire. E’ uno spazio dove riflettere e comunicare insieme prima di addomentarsi .

Desiderare di dormire insieme può essere rappresentato dal condividere piccoli gesti di affettività come tenersi per un po la mano o abbracciarsi prima di addomentarsi o dormire addirittura abbracciati.

Desiderare di dormire insieme può essere anche un esercizio di coppia per coppie in crisi.

Dott. Roberto Cavaliere

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Non bisogna rinunciare ad essere amato dal Partner

A. e D. formavano una coppia dove ciascuno dei due, per stanchezza o per disperazione, aveva rinunciato all’amore dell’altro. Non si erano separati ricomponendo il loro amore a un livello meno elevato, nell’amore comune per i viaggi e i pezzi di antiquariato, legami certamente meno fragili e dolorosi che non l’infinita speranza dell’amore. Da allora, la vita li evitava come l’acqua di un torrente circonda senza ricoprirla una grossa pietra posta al suo centro.
(Christian Bobin)

Nella citazione viene descritto come una coppia, pur rinunciando al reciproco amore riesce comunque a stare insieme trovando un equilibrio ad un livello “inferiore”. In poche parole rinuncia alla dimensione affettiva e/o passionale per un dimensione solo di condivisione di una quotidianeità comune e d’interessi da perseguire insieme, quali viaggi, hobby e quant’altro ancora. Ma ciò significa evitare la vera essenza della vita di una coppia. Non bisogna mai rinunciare a non essere amato dal partner.

Dott. Roberto Cavaliere

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Cercare il “Partner Perfetto”

Mi hanno raccontato di un uomo che era rimasto scapolo per tutta la vita perchè cercava la donna perfetta.
Quando compì 70 anni qualcuno gli chiese:
– Hai viaggiato in lungo e in largo, da New York a Katmandu, Roma, Londra etc, sempre alla ricerca. Non sei riuscito a trovare una donna perfetta? Nenche una?
Il vecchio si fece triste e rispose:
– Sì, una volta l’ho trovata.. Un giorno, tanto tempo fa, ho trovato una donna perfetta..
L’interlocutore gli chiese:
– E cos’è successo? come mai non l’hai sposata?
Con aria ancora più triste il vecchio rispose:
– Cosa potevo fare? Lei era alla ricerca dell’uomo perfetto…
dal web

Cercare il partner “perfetto” non è tipico solo della fase iniziale di una relazione ma è una tentazione che può perdurare per tutta la durata di una relazione. Durante la vita di una relazione questa ricerca si manifesta attraverso il tentativo di cambiare il partner per adeguarlo al proprio ideale di perfezione rifiutando di accettarne l’unicità.

Bisogna redndersi conto che la perfezione è possibile solo trovarla in se stessi e passa attraverso l’accettazione dei propri limiti e conseguentemente dei limiti dell’altro.

Dott. Roberto Cavaliere

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UN’ATTIVITA’ ARTISTICA INSIEME PER MIGLIORARE IL RAPPORTO DI COPPIA

Praticare un attività artistica e/o ricreativa insieme al partner, potrebbe migliorare non solo l’umore ma anche la relazione di coppia. A mostrarlo è uno studio, condotto dall’Università di Baylor, in Texas, che mette in luce gli effetti benefici di alcune attività ricreative. Dipingere in compagnia del partner, ma anche in misura minore dedicarsi a giochi da tavolo, favorisce il rilascio dell’ossitocina, una sostanza prodotta dal nostro corpo nota come l’ormone dell’amore. E così la complicità che nasce durante questi passatempi potrebbe aiutare a rafforzare la relazione affettiva della coppia. I risultati sono pubblicati sul Journal of Marriage and Family.

L’ossitocina è un ormone che viene prodotto dal nostro organismo, soprattutto nel caso di contatto fisico affettuoso, ma anche di contatto visivo, non solo col partner, e in altre situazioni di interazioni sociale e affettiva. In generale questo ormone promuove l’attaccamento all’interno di una relazione e rinforza i legami significativi. Fino ad oggi, spiegano gli scienziati, non c’erano studi sul collegamento fra le attività ricreative e l’ossitocina. Partendo da tale gap, il gruppo ha voluto analizzare questo legame in un gruppo di persone che praticavano giochi o dipingevano insieme al partner.

I ricercatori hanno coinvolto 20 coppie, di età compresa fra i 25 e i 40 anni. Una parte delle coppie hanno giocato a un gioco da tavolo a loro scelta fra le carte, Jenga, monopoli ed altri. Ciascuna coppia giocava da sola in un ambiente familiare, che ricordava quello domestico. Ad altre coppie, invece, è stato proposto di partecipare, tutte insieme, ad un corso di pittura all’interno di uno studio artistico. In entrambi i casi, la durata della sessione era di un’ora. Inoltre, all’inizio e alla fine di questa esperienza i ricercatori misuravano i livelli di ossitocina dei partecipanti attraverso un’analisi delle urine.
Stando ai risultati, in tutte le coppie che giocavano o dipingevano si è registrata la produzione di ossitocina, valutata alla fine della sessione. Tuttavia, il risultato interessante riguarda il fatto che hobby artistici, come quello della pittura potrebbero essere associati a un rilascio di ossitocina maggiore rispetto ai giochi da tavolo. “Solitamente un corso di arte non viene associato mentalmente all’idea di un appuntamento col partner”, commenta Karen Melton, primo autore dello studio, “ma in certi casi, le coppie, mentre dipingono, fanno in modo di trasformare quest’occasione in un momento di interazione, ad esempio cingendo il partner con le braccia o semplicemente complimentandosi con lui per il buon lavoro”.

Un’altra sorpresa, sottolineano gli autori, riguarda il fatto che gli uomini che avevano dipinto mostravano un rilascio di ossitocina circa due volte superiore rispetto a quello misurato nelle donne dopo la stessa attività e nelle coppie che avevano giocato ai giochi in scatola. La ragione, spiegano gli autori, potrebbe risiedere nel fatto che questo passatempo prevede un maggior contatto fisico col partner rispetto al gioco. “Tale elemento – spiega Melton, primo autore dello studio – può indicare che un certo tipo di attività può portare maggiori benefici agli uomini invece che alle donne e viceversa”.

Alla base del rilascio dell’ossitocina ci sono diversi elementi chiave. Da un lato la comunicazione, che avviene maggiormente durante il gioco, dall’altro il contatto fisico, più frequente quando si dipinge o si praticano altri hobby in cui si cerca il tocco del partner. Anche l’interazione visiva, cioè il semplice gesto di guardarsi negli occhi, promuove sensazioni positive e il buonumore di coppia. Ma c’è un altro ingrediente da considerare: il luogo in cui si praticano queste attività può fare la differenza. Lo studio, infatti, mostra che cambiare ambiente e panorama visivo potrebbe avere un impatto significativo nel rilascio di ossitocina. Così, darsi appuntamento col partner in luoghi nuovi e inesplorati risulta essere un’idea non solo originale ma anche benefica per il rapporto di coppia.

fonte: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/07/17/news/coppia_se_dipingere_insieme_aumenta_l_unione

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COME “TENERSI PER MANO” NELLE RELAZIONI

Una coppia di fidanzati stavano attraversando un ponte… 
Lui un po’ ansioso disse alla sua donna: “Amore, ti prego di tenere la mia mano così non cadi nel fiume”.
La donna gli rispose:”no amore tieni tu la mia mano”.
“qual è la differenza?”chiese lui perplesso.
“c’è una grande differenza, “rispose la donna.
“Se tengo io la tua mano e mi succede qualcosa, è probabile che allento la presa e cado giu’…ma se sei tu a tenermi la mano, io so per sicuro che qualunque cosa accada…tu non la lascerai mai…

(libero riadattamento da parte del Dottor Roberto Cavaliere di una storia sul web)

In questa significativa storia viene descritto come bisognerebbe tenere per mano la persona amata: non chiedendo all’altro di prendere la propria mano ma tenendo la sua.

Perchè potrebbe capitare che il partner abbia la tentazione di lasciare la mano, per varie ragioni, ma tenendo la sua mano lo si aiuta a trattenersi dall’andare via.

Questo non significa trattenere a tutti i costi chi vuole andare via, ma essere colui che “trattiene e contiene”  l’altro e/o la relazione nei momenti di crisi della vita di coppia.

In un percorso di Terapia di Coppia oltre ad invitare a riflettere sul racconto la coppia, la stessa può essere invitata ad effettuare come esercizio di coppia quello di tenersi per mano con relativo scambio di ruoli.

Dott. Roberto Cavaliere

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COSA FA MATURARE LE RELAZIONI ?

Un giorno un contadino incontra Dio e gli dice: – Hai creato il mondo ma non sei un contadino, non conosci l’agricoltura. Hai ancora molto da imparare.

Dio gli chiese: – Qual è il tuo consiglio?

Il contadino: – Dammi un anno e lascia che le cose vadano come voglio e vedrai che la povertà non esisterà mai più.

Dio accettò. Naturalmente, l’agricoltore chiese il massimo: niente più tempeste né alcun pericolo per il grano. Il grano cresceva sano e abbondante e i contadini erano felici. Tutto sembrava perfetto.

Alla fine dell’anno, l’agricoltore rivede Dio e gli dice con orgoglio: – Hai visto quanto grano ? C’è abbastanza cibo per 10 anni senza dover più lavorare!

Tuttavia, una volta raccolto tutto il grano il contadino si rese conto che i chicchi erano tutti vuoti. Perplesso, chiese a Dio cosa fosse accaduto,

ed Egli rispose: – Hai deciso di eliminare tutti i conflitti e gli attriti, così il grano non ha potuto maturare. (Racconto buddista)

In questo significativo racconto buddista è contenuta una profonda verità per le relazioni in generale : eliminare del tutto la conflittualità, le difficoltà, le avversità nelle relazioni non aiuta quest’ultime ad evolversi e maturare con la deriva di arrivare a “relazioni vuote” come i chicchi di grano vuoti del racconto, anche se all’inizio le relazioni potrebbero avere la sensazione di essere perfette e felici.

Ben venga, allora, una giusta dose di conflitto, difficoltà ed avversione come elementi per permettere alle relazioni di diventare forti e mature.

In un percorso di Psicoterapia di Coppia è necessario lavorare su questa consapevolezza e la storia ben si presta a tale compito.

Dott. Roberto Cavaliere

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UN ROMANZO PER IMPARARE AD ASCOLTARE NELLA COPPIA

“Ascoltate il matrimonio” di John Jay Osborn – Bollati Boringhieri

Un matrimonio nasce dall’amore, ma non solo: un matrimonio è fatto di soldi, di case, di impegni da incastrare, eventualmente di figli. Un matrimonio è pieno di milioni di parole che vengono dette e ripetute, e pochissime che vengono ascoltate davvero. John Jay Osborn lo sa bene, e dalla sua esperienza in terapia con la moglie nasce questo romanzo rapido e tagliente come un foglio di carta, e allo stesso tempo ricco di humour e dialoghi vivaci.
Tre personaggi, una stanza, una sedia apparentemente vuota: questo basta perché dalla pagina prenda vita una relazione complessa, densa di emozioni contraddittorie, e il lettore si senta invitato, a sua volta, a fare quello che in molte coppie difficilmente si è in grado di fare: ascoltare.
Sandy è una terapeuta fuori dall’ordinario: proprio durante la prima seduta, interviene nella contesa tra Gretchen e Steve, consigliando al marito di cedere alla moglie l’anticipo di 200.000 dollari della vendita della casa che hanno in comune; i due proprio litiganti non sono, altrimenti Steve non acconsentirebbe immediatamente a passare a Gretchen tutti quei soldi, allungandole addirittura l’assegno, e girandoglielo.
Un inizio del genere lascia ben sperare in una riconciliazione tra i due, ma la storia procede con Sandy che li convince a parlarsi, finalmente. Alla base di un matrimonio (forse) finito ci sono l’incapacità di parlare e di ascoltare, e il lettore può capirlo, se ha sperimentato almeno una volta nella vita la stessa rischiosa reticenza e la stessa pericolosa distrazione. Nello studio c’è anche una sedia verde, tappezzata, incongrua con il resto dell’arredamento moderno e lineare, a cui Sandy indirizza spesso dei commenti «fuori campo». La prima a scoprire a cosa serve è Gretchen, che da quel momento procede velocissima nella terapia, trascinandosi dietro il meno perspicace Steve.
C’è il lieto fine, ma quello che più piace è la leggerezza, o meglio, l’assenza di quella pesantezza ai confini con la tragedia che caratterizza le classiche narrazioni di terapia. È il sottile humour di Sandy, che commenta e racconta, a fare la differenza.

E’ POSSIBILE LEGGERE UN ANTEPRIMA DEL LIBRO AL SEGUENTE LINK
http://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F197740.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf

Dott. Roberto Cavaliere

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PERCHE’ FARE UN FIGLIO PER SALVARE UNA RELAZIONE NON FUNZIONA

Ogni coppia attraversa momenti difficili, critici, problematici che possono spaventare far temere che la relazione stessa può finire.

Se manca lacapacità di mettersi in discussione o di mettere in discussione la relazione stessa da parte di entrambi i membri o da parte di uno  di essi, ecco che si cerca d’individuare lasoluzione più facile, quasi una bacchetta magica che tutto risolve: facciamo un figlio. Ma fare un figlio non risolve niente . Vediamo perché:
– Sposta solo il problema nel tempo perché esaurita la fase della gravidanza e i primi anni di vita del bambino i problemi della coppia si ripresentano come prima se non addirittura accentuati.

– Quella di concepire un figlio potrebbe diventare unamodalità ricorrente di risoluzione dei problemi. Ci sono coppie che in ogni fase di critica della relazione concepiscono un figlio. Questo avveniva soprattutto nel passato.

– Fare un figlio al massimo può rafforzare il legame di coppia genitorialemanon quello di coppia coniugale che prescinde dalla presenza di figli.

– Se concepire un figlio è un desiderio solo di uno dei due componenti della coppia (di solito la donna) potrebbe legare l’altro a rimanere in coppia solo per unvincolo genitoriale e non coniugale.

– Ma la cosa più importante di tutti è che un figlio dovrebbe essere desiderato enon frutto di un momento di crisi della coppia. Col passare del tempo il figlio stesso potrebbe capire chela sua nascita doveva contribuire a salvare la coppiae non frutto di un amore. Si può immaginare come tale vissuto può avereripercussioni psicologiche sul bambino e poi sull’adulto che sarà.

Dott. Roberto Cavaliere

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